La storia e la ricerca sul Vesuvio

Il Vulcano Vesuvio è tra i fenomeni naturali più conosciuti al mondo nonché icona della cultura napoletana. Oggi il Vulcano Vesuvio sembra dormire di un sonno profondo, ma non è stato (e purtroppo non sarà) sempre così.

Ricerca-sul-Vesuvio-a

Una veduta sul Vulcano Vesuvio e sul Golfo di Napoli

Grazie alla ricerca sul Vesuvio e alle numerose testimonianze storiche, il vulcano di Napoli è considerato come uno dei vulcani più pericolosi al mondo, anche per la presenza di più di mezzo milione che vivono nei cosiddetti paesi vesuviani, costruiti cioè alle pendici del gigante. La testimonianza della pericolosità del Vesuvio giace nelle tante aree archeologiche della zona: le ville di Oplonti, gli scavi di Pompei e quelli meno noti di Ercolano su tutti, segno di una tragedia che ha segnato la storia dell’umanità e che alimenta numerosi miti e leggende alcune antichissime.

Il Vulcano Vesuvio oggi

Attualmente il Vulcano Vesuvio è in quiescenza dopo oltre 300 anni di attività continua che terminò con l’ultima eruzione del 1944. Attualmente la sua attività consiste in sporadici sismi a 6 km di profondità (Vilardo et al.1999) e emissioni fumaroliche concentrate nell’area del cratere (Chiodini et al. 2001) che lasciano capire come il vulcano sia ancora attivo e pericoloso.

La ricerca sul Vesuvio

La ricerca sul Vesuvio ha dimostrato che il vulcano di Napoli più antico è l’attuale Monte Somma che risale ad almeno 400 mila anni fa. In base ai ritrovamenti, 37 mila anni fa gran parte della Campania venne travolta da una grande eruzione, che provocò addirittura una modifica alla forma del vulcano. Numerose altre devastanti eruzioni si sono susseguite fino ad arrivare alla più celebre eruzione pliniana.

I risultati della ricerca sul Vesuvio: l’eruzione del 79 d.C.

Alle prime ore del mattino del 25 agosto 79 d.C. Ercolano venne completamente sepolta sotto una violenta colata piroclastica, una terribile valanga incandescente di detriti, gas e roccia che ad altissima velocità travolge e distrugge ogni cosa. La nube piroclastica arrivà addirittura a mare, creando una nuova porzione di costa ampia 400 metri.

In realtà la ricerca sul Vesuvio ha fornito prove concrete suggerirebbero che la vera data dell’eruzione del 79 d.C.sia il 24 e 25 ottobre dello stesso anno.

ricerca-sul-vesuvio

L’Eruzione del 79 d.C. e la ricerca sul Vesuvio

Le lettere di Plinio il Giovane sul Vulcano Vesuvio

La ricerca sul Vesuvio ha portato alla luce le lettere di Plinio il Giovane all’amico Tacito sulla morte dello zio Plinio il Vecchio, grande naturalista e ammiraglio morto nel tentativo di aiutare la popolazione con le sue navi. Questa lettera, non pervenuta a noi se non in alcune sue copie medievali, esiste in diverse versioni e miniature. Nella versione più famosa, la lettera di Plinio il Giovane recita:

[…] Una nube nera e terribile, squarciata da guizzi serpeggianti di fuoco, si apriva in vasti bagliori di incendio: erano essi simili a folgori, ma ancora più estesi [….] Dopo non molto quella nube si abbassò verso terra e coprì il mare[…]. Cadeva già della cenere, ma ancora non fitta. […] Scese la notte, non come quando non v’è luna o il cielo è nuvoloso, ma come quando ci si trova in un locale chiuso a lumi spenti. Udivi i gemiti delle donne, i gridi dei fanciulli, il clamore degli uomini: gli uni cercavano a gran voce i genitori, altri i figli, altri i consorti, li riconoscevan dalle voci; chi commiserava la propria sorte, chi quella dei propri cari: ve n’erano che per timore della morte invocavano la morte […]. 

Continua la ricerca sul Vesuvio

Il Vulcano Vesuvio sarà noto al mondo solo dal XVI e XVII secolo. Si scoprono, nel 1738, che le città partenopee come Stabia, di Pompei, Oplonti a Torre Annunziata ed Ercolano sono state distrutte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

La nuova ricerca sul Vesuvio

Da allora in poi il legame tra Vulcano Vesuvio e scavi archeologici diventa inscindibile. L’attività vulcanica, dal ‘600, ha 3 secoli di attività: nasce in quest’area la vulcanologia moderna e l’osservatorio vesuviano nel 1841 per volere di re Ferdinando II di Borbone. 

Lentamente ci si rende conto di un rischio non indifferente e la ricerca sul Vesuvio è al lavoro perenne per dare delle indicazioni su un eventuale futuro evento eruttivo.

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

Altre storie e luoghi d'Italia

I nostri consigli di viaggio