Il tempio di Nettuno a Paestum

Ci troviamo oggi nel luogo in cui nacque la cultura italiana, in una delle colonie che trasformarono il sud Italia in una delle aree più progredite di tutto il mondo dell’epoca. Attorno a noi templi, città e antiche strade. Il più imponente e maestoso dei monumenti di questa Magna Grecia, fu senza dubbio il tempio di Nettuno.

Paestum, allora conosciuta come Poseidonia, era una delle più belle città dell’epoca. Le sue antiche mura cingono ancora oggi quello che resta di una civiltà straordinaria. Rinforzate dai romani, formano un anello di 5 km spesse circa 5 metri e fatte di travertino. Questo materiale prelevato dal sottosuolo indurisce a contatto con l’atmosfera ed è grazie a questa sua resistenza che ancora oggi riusciamo ad ammirare l’area archeologica di Paestum.

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Mappa dei Templi di Paestum

Una prima descrizione del Tempio di Nettuno

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Statua di Hera conservata al Louvre di Parigi

Di questo stesso materiale sono fatti i monumentali templi di Paestum, capolavori ancora oggi visibili, come il Tempio di Poseidone. Proprio il tempio di Nettuno a Paestum è uno dei monumenti meglio conservati di tutta la Magna Grecia.

Il tempio di Hera, conosciuto come tempio di Nettuno, deve il suo nome all’errata convinzione maturata nel XVIII secolo, che il monumento fosse dedicato al Dio del Mare.

In realtà i ritrovamenti archeologici hanno poi dimostrato non solo che il tempio fosse dedicato ad Hera, ma anche allo stesso Zeus.

Architettura del Tempio di Nettuno

Come tutti i templi greci, questo straordinario manufatto era orientato seguendo il percorso del sole, da est a ovest. La facciata principale guarda il sorgere del sole.

Si tratta di un tempio di ordine dorico con 6 colonne sui lati brevi e 14 su quelli lunghi e fu costruito tra il 460-450 a.C.

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Vista frontale scattata accanto i Templi di Paestum

Il tempio di Nettuno a Paestum s’innalza su una gradinata formata da 4 gradini, sorta con lo scopo di dividere la dimora degli dei dal piano del terreno. L’entrata del naos è preceduta da un pronao in antis, formato dal prolungamento dei muri laterali della cella e da due colonne interposte, mentre a  ovest del naos si trova l’opistodomo.

Se i colonnati interni sono tutt’oggi in buone condizioni, così come la peristasi esterna del tempio, non si può dire lo stesso dei muri perimetrali della cella, che versano in condizioni precarie.

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Vista prospettica del Tempio di Nettuno

Le 38 colonne doriche, di altezza elevata, presentano un fusto robusto e una rastremazione particolarmente definita, inoltre una trabeazione con un architrave liscio e un fregio con triglifi e metope è presente sempre sulle colonne.

All’esterno, davanti al tempio, si notano alcuni resti di altari sacrificali, che rappresentavano dal punto di vista religioso, elementi dei santuari antichi. Contrariamente all’omonimo tempio di Nettuno a Pozzuoli, quello di Paestum si mantiene in buone condizioni, grazie anche alla qualità dei materiali utilizzati.

Sacralità e culto degli antichi dei

I fedeli erano ammessi al tempio ma potevano camminare solo sulle zone perimetrali, sul lato. La zona centrale, il Naos, era vietata a tutti. Era la sala della divinità, la dea Hera, rialzata rispetto al piano di calpestio dei tanti fedeli che venivano accolti ogni giorno. In questo modo si accentuava ulteriormente la superiorità del divinità.

Stucchi, affreschi e tantissimi colori decoravano le sale di questo tempio. Se ne vendono ancora delle tracce sulla cima delle colonne.

Concerti nel tempio di Nettuno a Paestum

L’inizio della stagione estiva inaugura una serie di concerti e spettacoli all’interno dell’area archeologica. La suggestiva scenografia dei templi rappresenta uno sfondo perfetto per eventi di ogni tipo: dai concerti agli spettacoli, da rassegne teatrali a saggi di danza.

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Nel 2013 si esibiva qui il grande Pino Daniele

Come non ricordare lo spettacolo teatrale organizzato dalla Rassegna teatrale Magna Grecia o i concerti di Vinicio Capossela, Massimo Ranieri, Pino Daniele, Fiorella Mannoia, Nino D’Angelo, Emma, solo per citarne alcuni…

Un libro per saperne di più…

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Manuela Cosentini

Nasce a Novara, si trasferisce in tenera età a Baronissi. E’ laureata in lettere classiche ed è una docente di latino e italiano. Tra i suoi hobby la lettura, la fotografia e il trekking.

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