Sieti – il borgo di Giffoni Sei Casali

Il territorio dei Monti Picentini è uno dei numerosi angoli della provincia di Salerno incredibilmente ricchi di storia e cultura. A circa 20 km dal capoluogo campano, incastonato nel verde, sorge il comune di Giffoni Sei Casali, all’interno del quale abbiamo visitato il borgo antico di Sieti.

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Sieti Giffoni Sei Casali – Salerno – Uno scorcio dall’alto

Il comune di Giffoni Sei Casali

Giffoni Sei Casali, poco distante dalla più popolosa area di Montecorvino Rovella e a metà strada tra Battipaglia e Salerno, è un comune sparso della Campania, la cui origine risale all’epoca romana, a seguito della fuga degli abitanti della distrutta Picentia sulle pendici dei monti, costituito, come suggerisce il toponimo, da sei frazioni: Capitignano, Capocasale, Malche, Prepezzano, Sieti Basso e Sieti Alto.

Quest’ultimo casale, Sieti appunto, è oggi uno dei borghi più belli, suggestivi e meglio conservati della zona, grazie ad un programma di recupero portato avanti negli ultimi anni, che, puntando su riqualificazione urbana e ospitalità diffusa, ha ridato vita al piccolo centro rivalutandolo come Sieti Paese Albergo.

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Sieti Città Albergo – le strutture ricettive tradizionali

Sieti di Giffoni Sei Casali – Le origini del Borgo

La fondazione di Sieti, il cui nome deriverebbe dal termine latino “segetum”, riferito alle coltivazioni a terrazzamenti o, secondo altre teorie, al nome “Segeti” che indicherebbe un luogo segreto, affonda le sue radici ai tempi delle invasioni barbariche, quando molti abitanti dell’area furono costretti a rifugiarsi nelle zone più interni per sfuggire ai saccheggi.

Al 1058 risale, invece, la prima notizia scritta su questo Casale, relativa a proprietà che la Chiesa di Santa Sofia di Salerno aveva a Sieti e citata nel Codex Diplomaticus Cavensis, il progetto iniziato nel 1873 con lo scopo di giungere alla pubblicazione dell’intero corpus diplomatico e documentario custodito nell’archivio della Badia benedettina della Santissima Trinità, situata a Cava de’ Tirreni.

Zapping per le vie del borgo di Sieti

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La pioggia rende ancora più caratteristiche le stradine di questo piccolo borgo…

Borgo dal tipico aspetto medievale, Sieti nasconde tra i suoi numerosi vicoli tracce di un passato florido, tra Chiese e palazzi nobiliari ottimamente conservati e dal fascino fuori dal tempo.

Basta infatti, addentrarsi nelle sue viuzze per ritrovarsi catapultati in un’atmosfera lontana anni luce dalle caotiche dinamiche della vita moderna e fermarsi ad ammirare l’architettura di edifici sacri come la Chiesa di San Nicola di Bari, la più grande della provincia dopo il Duomo di Salerno, o il Santuario della Madonna del Paradiso, o innamorarsi di antichi palazzi che nascondono tra le proprie mura chissà quali storie ed intrighi di famiglie nobili, come quelle dei Pennasilico, dei Pastina, dei De Robertis, dei Fortunato o dei Nobile.

Convento Servi di Maria di Sieti

Continuando il nostro tour in questo piccolo borgo medievale di Giffoni Sei Casali, ci si imbatte nell’antico edificio detto “Abate Conforti”, il più antico convento dei Servi di Maria di tutta l’Italia Meridionale. Fondato nel XV secolo, i grande interesse è poi la struttura dell’ex Convento dei Servi di Maria, soppresso nel 1809 e oggi purtroppo chiuso al pubblico.

Proprio qui, fra il 1470 e il 1474, studiò il poeta e umanista napoletano Jacopo Sannazzaro, il quale vi soggiornò con la madre Tommasina Santo Mango dopo la morte del padre e si affezionò talmente a detto Ordine, da donare loro tutta la sua villa e parte della collina di Mergellina, dove, tra l’altro, aveva fatto edificare una chiesa dedicata a S.Maria del Parto, che ne custodisce ancora oggi le spoglie.

Chiesa del Paradiso a Sieti

Si tratta dell’antica Chiesa di S. Maria di cui si ha notizia nel 1173. Dal XV secolo assunse il titolo di Madonna del Paradiso a seguito di una prodigiosa lacrimazione che la rese centro delle devozioni locali. Ampliata nel XVII secolo, custodisce l’affresco del miracolo su una roccia, collocata poi sull’altare maggiore della Chiesa.

Sieti – Un patrimonio da conservare e rivalutare

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Un antico portale seicentesco nelle stradine che portano a Sieti Alto

Tra vescovi, cardinali e personaggi illustri legati a scienze e materie umanistiche, è stupefacente vedere come piccoli fazzoletti di terra, quali sono Sieti e le altre perle dei monti Picentini, nascondano un patrimonio storico, artistico e culturale di assoluto rilievo. Valorizzare al meglio queste ricchezze potrebbe essere la chiave per la rinascita di un territorio troppo spesso dimenticato o, ancora peggio, saccheggiato dall’avidità e dall’ignoranza.

In tanto bagliore, a stento potevano
gli occhi soffermarsi giù in fondo
a un bianco fabbricato di Giffoni Sei Casali, che
io godevo raffigurarmi tutt’ombra
e frescura, mentre che il pensiero correva lì
presso all’erma villa di Sieti,
a me sì cara
per memorie di famiglia”

(Giustino Fortunato)

Foto di Paolo Calicchio

Mario Esposito

Studente e lavoratore in ambito economico, è un inguaribile nostalgico di qualsiasi epoca che non sia la sua. Da quando ha scoperto il turismo sotto casa, lo si vede spesso aggirarsi per centri storici e parchi, lontano dal caos e dalla monotonia quotidiana. Con un libro, una birra e della buona musica è possibile addomesticarlo.

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