Scavi di Ercolano

Gli scavi di Ercolano hanno riportato alla luce una città sepolta sotto 16 metri di materiale vulcanico, facendo riemergere una civiltà la cui vita venne stroncata dalla disastrosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Gli scavi di Ercolano, la storia della città

scavi-di-ercolano-a

Il Vesuvio visto dagli Scavi di Ercolano

La città di Ercolano affonda le sue origini nel mito: Dionigi di Alicarnasso attribuiva la sua fondazione ad Ercole, di ritorno dall’Iberia. Numerose testimonianze rivelano che la città fu dominata prima dagli Opici-Osci e poi dagli Etruschi, fino all’89 a.C., quando venne conquistata dai Romani e municipalizzata.

Grazie all’intervento dei Romani ci fu un radicale rinnovamento della giovane città di Ercolano, edificata con modeste mura alle pendici del Vesuvio e a strapiombo sul mare.

scavi-di-ercolano-b

Le mura e le colonne emerse dagli Scavi di Ercolano

La città, che segna da sud l’inizio del Golfo di Napoli, venne quasi completamente rasa al suolo da un disastroso terremoto nel 62 d.C. Fu direttamente l’imperatore Vespasiano ad ordinare il restauro di numerosi edifici pubblici, quali l’acquedotto, il Teatro e la Basilica.

La vita degli abitanti di Ercolano, circa 4000 all’epoca, ricominciò ad essere tranquilla fino a quel 24 agosto 79 d.C. …

Gli scavi di Ercolano e l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Le scosse sismiche di avvertimento non furono sufficienti a dare l’allarme alla popolazione. Il gigante si era svegliato e colpì di sorpresa tutti gli abitanti di Ercolano. L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. fu catastrofica e quasi tutta la popolazione perì, seppellendo la città di Ercolano, allora ampia circa 20 ettari, sotto 16 metri di materiale vulcanico.

Le fornici negli scavi di Ercolano – le ossa degli abitanti

La popolazione cercò una via di fuga dirigendosi verso il litorale, sperando che un’imbarcazione potesse loro miracolosamente dare salvezza. Portando con sé quanto di più prezioso avevano, gli abitanti di Ercolano fuggirono sulla spiaggia: qui trovarono solo la morte a causa delle nubi ardenti causate dall’eruzione del Vesuvio.

scavi-di-ercolano-e

I resti delle vittime del Vesuvio perfettamente conservati

Nel 1980 sono stati rinvenuti circa 300 scheletri umani nelle fornici di Ercolano, i magazzini portuali adibiti a ricovero per le imbarcazioni. Accanto ai resti furono trovati monili, monete e tesori vari che gli abitanti avevano cercato di mettere in salvo. Nell’area venne rinvenuta anche un’imbarcazione romana, lunga 9 metri, con un rematore e un soldato romano, con tanto di cinturone e spade.

scavi-di-ercolano-c

Le dimore degli antichi abitanti di Ercolano

In età romana la città di Ercolano aveva una costa molto più vicina alla città: è stato dimostrato che per effetto delle scosse sismiche la costa di Ercolano sprofondò di 4 metri, mentre la lava del Vesuvio permise la formazione di una nuova striscia di terra ampia 400 metri.

I tesori degli Scavi di Ercolano

Nonostante siano più grandi degli scavi di Oplonti,  gli scavi archeologici di Ercolano hanno una estensione limitata rispetto ai più noti e monumentali scavi di Pompei, tuttavia presentano un grado di conservazione di reperti e testimonianze decisamente migliore.

scavi-di-ercolano-d

Straordinari dipinti sono conservati tutt’ora sulle antiche mura della città

Ercolano, a causa dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., venne sepolta sotto uno strato di 16 metri di materiale piroclastico, che ha permesso di recuperare quasi completamente vegetali, stoffe, arredi e straordinari affreschi e decorazioni.

Molto interessanti sono i pavimenti rinvenuti nelle Terme Femminili, che propongono un motivo presente anche in altri siti, come negli scavi dei Templi di Paestum. Questo tipo di motivo non abbandonerà mai il genere umano, fino a diventare famoso nel XX secolo. In realtà le origini della svastica sono antiche e tutt’altro che legate al culto nazista tedesco…

scavi-di-ercolano-f

La svastica nei pavimenti degli Scavi di Ercolano

La “Casa dello scheletro” negli Scavi di Ercolano

Un ultimo significativo riferimento lo dedichiamo alla Casa dello Scheletro di Ercolano. Un edificio esplorato per la prima volta nel 1830 e che ha pavimenti in opus sectile e pareti affrescate perfettamente conservate. Il suo nome è dovuto al ritrovamento di uno scheletro nel piano superiore.

Foto di Paolo Calicchio

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

Altre storie e luoghi d'Italia

I nostri consigli di viaggio