Il Patrono di Salerno – San Matteo e il suo miracolo

A lui è dedicata la Cattedrale e la festa cittadina il 21 settembre: è il patrono di Salerno, San Matteo e questa è la sua storia…

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San Matteo e Salerno – un legame tra mito e folklore

La festa di San Matteo a Salerno

Chi sono “Le Tre Sorelle”

La storia del miracolo di San Matteo

Gli affreschi nella cripta della Cattedrale

La contro-processione di una volta

La guida di Salerno


La festa di San Matteo a Salerno

Le scuole chiudono, in città si respira un clima di festa: ogni anno, il 21 settembre, la cittadinanza festeggia il Patrono di Salerno, San Matteo. Una giornata che ha il suo culmine con la folkloristica processione di San Matteo, a Salerno imperdibile per grandi e piccini. Una cerimonia solenne attraversa tutto il centro storico, dal Corso Vittorio Emanuele sino alla splendida chiesa dell’Annunziata.

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La Cattedrale di Salerno illuminata di notte

Il programma della festa di San Matteo è scandito dal percorso delle statue dei martiri attraverso le strade e i vicoli cittadini. Sfilano le tre statue d’argento dei santi martiri chiamati le Tre Sorelle.

Da non perdere l’alzata del panno: un telo viene sollevato in occasione della festa di San Matteo con la scritta “Salerno è mia, io la difendo”. I festeggiamenti hanno il loro culmine la sera con scenografici fuochi d’artificio sul mare che chiude così la giornata di festa.

Chi sono le Tre Sorelle?

Si chiamano Caio, Antes e Fortunato e sono loro ad inaugurare la processione di San Matteo a Salerno, ma chi sono in realtà? Nonostante le tre statue rappresentino tre figure maschili, anche se dai lineamenti più delicati, il popolo continua a chiamarle le Sorelle di San Matteo. Questo perché il mito popolare fa riferimento ad Archelaa, Tecla e Susanna, 3 giovani ragazze martirizzate per la loro fede cristiana nel III secolo d.C. Le reliquie delle tre martiri furono conservati a Nola, un tempo appartenente alla diocesi di Salerno. Solo nel 1600 le tre fanciulle vennero proposte come co-patrone di Salerno.

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Vennero realizzati affreschi e statue in legno che prendevano regolarmente parte alla processione di San Matteo. Il popolo non si chiese chi fossero in realtà quelle tre figure e decise di chiamarle le Sorelle di San Matteo, nonostante non ci fosse alcuna parentela.

Alla fine dell’800 le tre statue scomparvero, ma restarono quelle di Caio, Antes e Fortunato che da allora vennero chiamate Le Tre Sorelle.

Il Miracolo di San Matteo a Salerno

Il patrono di Salerno ha una storia che non tutti conoscono. Il 27 giugno del 1544, le navi del feroce pirata saraceno Khair-Ad-Din fecero la loro apparizione nel golfo di Salerno. Una grave minaccia anche per tutti i paesi della Costiera Amalfitana. I pirati erano temutissimi per le loro scorribande e per l’inarrestabile violenza che già più volte avevano mostrato su quello stesso territorio.

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Vista sul Campanile e Duomo di Salerno e dietro il golfo

il mare era calmo e il cielo sereno. Non un alito di vento disturbava la quiete, ma incombeva grave la minaccia pirata. Molti salernitani corsero alla armi, con la speranza di poter in qualche modo opporre resistenza. Altri, conoscendo la crudeltà dell’invasore, si dispersero nelle campagne circostanti. Molti altri si riversarono nella Cattedrale di Salerno pregando il patrono San Matteo per un insperato aiuto.

I pirati stavano per sbarcare quando improvvisamente si sollevò un fortissimo vento, una vera e propria bufera. Molte delle navi affondarono, altre furono scaraventate violentemente a riva dalle onde, altre ancora si dispersero nel mare. Secondo la leggenda, fu San Matteo ad intercedere ottenendo l’intervento divino. Secondo gli amalfitani ci fu invece l’intervento del loro santo patrono, Sant’Andrea, il cui culto viene venerato oggi nel Duomo di Amalfi.

Gli affreschi della Cripta del Duomo di Salerno

L’evento miracoloso è rappresentato in due affreschi presenti nella cripta del Duomo di Salerno. Il dipinto mostra le navi dei pirati saraceni disperse in mare a causa dell’improvvisa tempesta.

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La statua di San Matteo nella cripta del Duomo di Salerno

La cittadinanza per ringraziare il patrono di Salerno, rese il santo suo protettore ed icona cittadina. Lo stemma di Salerno infatti mostra proprio San Matteo che, con la mano sinistra, tiene aperto il Vangelo e, con la destra, benevolmente benedice alla latina. Lo stemma di Salerno fu presto rappresentato e riprodotto in diversi punti della città, in particolare sulle antiche porte medievali del centro storico.

Col passare del tempo lo stemma di Salerno cambiò leggermente e la figura del Santo iniziò ad essere riprodotta di mezzo profilo.

La contro-processione di San Matteo

Una volta a Salerno non si festeggiava solo il Santo Patrono, ma per ricordare l’evento miracoloso si organizzava anche la Festa del Barbarossa, che continuò ad essere organizzata addirittura fino a qualche anno dopo la fine della seconda guerra mondiale. Una tradizione oggi che si è persa, ma che fa parte della storia di Salerno.

Altre info nella guida di Salerno…

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Foto di cattedraledisalerno.it | Paolo Calicchio

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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