Il Palombaro Lungo di Matera e la raccolta delle acque

Una mirabolante opera idraulica che garantiva l’approvvigionamento idrico alla città, la più grande cisterna al mondo scavata con la sola forza delle braccia

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Palombaro Lungo Matera

La storia

Caratteristiche Tecniche

Cosa vedere oggi

Foto e immagini del Palombaro Lungo

Informazioni sulla visita

La guida di Matera consigliata


Vi accompagniamo alla scoperta del Palombaro Lungo, nel ventre di Matera; il capoluogo di provincia della Basilicata. Città dei Sassi e Patrimonio Mondiale dell’umanità UNESCO, designata Capitale Europea della Cultura 2019!

L’importanza del Palombaro nel corso dei secoli

Verso la fine del ‘700 , conseguentemente all’urbanizzazione della zona del Piano (via Ridola, via Del Corso, piazza V. Veneto e piazza XX Settembre), cambia la tipologia edilizia rispetto agli storici Rioni Sassi; questi rioni antichi sono costituiti da piccole unità di residenza e dotati ognuno di singole cisterne di raccolta dell’acqua piovana e sorgiva, tramite un sistema di vasi comunicanti, canaletti e grondaie. Le nuove costruzione di fabbricati a più piani necessitano di approvvigionamento di acqua a beneficio dei residenti e viene realizzato un sistema idrico pubblico.

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L’ingresso del Palombaro Lungo di Matera

A tal scopo, captando l’acqua da una fonte naturale dalla collina del Castello Tramontano, viene convogliata in alcune cavità naturali e due cisterne già esistenti proprio sotto piazza Vittorio Veneto. La realizzazione di un unico ampio serbatoio viene ultimata nel 1848 e prende il nome di Palombaro Lungo, questo subirà diversi ampliamenti, l’ultimo dei quali documentato nel 1870. Le condutture utilizzate per rifornire le fontane e le terme venivano rivestite di piombo, l’addetto a tale lavoro era il  plumbarius, un termine che deriva dal latino e utilizzato per assonanza per definire anche il pozzo di raccolta dell’acqua, ecco spiegato l’origine del nome Palombaro. I lavori idrici inclusero la bella fontana Ferdinandea, tuttavia più che a una funzione estetica rispondeva anch’essa alla precisa necessità di approvvigionamento dell’acqua.

Caratteristiche tecniche del Palombaro

Il Palombaro Lungo nel punto più profondo ha un’altezza di 15 metri ed è stato stimato che, al massimo livello, potesse contenere circa 5 milioni di litri di acqua. Nella zona di ingresso si possono osservare i fori, nella superficie rocciosa di copertura, che corrispondono ai pozzi presenti in piazza attraverso cui l’acqua veniva prelevata con i secchi.

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I fori dove venivano calati i secchi

L’acqua della falda naturale, nonostante le deviazioni subite nel corso dei secoli, continua ancora oggi ad alimentare il Palombaro; sgorga in un locale attiguo e dopo essere stata assorbita dalla roccia vi confluisce attraverso le pareti e il fondo. Le pareti sono rivestite di coccio pesto, un intonaco a base di terracotta che ne garantisce l’impermeabilizzazione. Il processo di urbanizzazione , e conseguentemente la necessità di un serbatoio pubblico, inizio verso la fine del XVI secolo, quest’opera è stata ricavata incredibilmente con la sola forza delle braccia in quasi 300 anni! Un particolare che la consacra come vero e proprio capolavoro di ingegneria idraulica, nonché una delle cisterne più grandi al mondo; non a caso denominata anche “Duomo d’acqua” e “Cattedrale  d’acqua”.

La (ri)scoperta ai giorni nostri e la visita

Con la costruzione dell’acquedotto durante il periodo fascista, nel 1926-27,  il Palombaro Lungo cadde in disuso e con il tempo se ne perse memoria; con esso quel complesso sistema di canali e cisterne che da secoli contribuivano all’approvvigionamento idrico della comunità materana. Come nelle migliori storie romantiche il Palombaro Lungo, completamente colmo di acqua, fu riscoperto casualmente durante i lavori di restauro di piazza Vittorio Veneto nel 1991. Un incredibile lieto fine che restituì alla città di Matera un fondamentale tassello della sua ricca e complessa storia.

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Il percorso interno nel Palombaro Lungo di Matera

Il Palombaro Lungo è stato recuperato e valorizzato, la visita di questo sito costituisce a nostro avviso un’imperdibile occasione di conoscenza e una chiave di lettura per comprendere la storia di Matera. L’ingresso  al Palombaro è ben segnalato e visibile in piazza Vittorio Veneto, la visita guidata dura circa 30 minuti e il percorso prevede una passeggiata su una comoda passerella fra i suggestivi meandri della cisterna , accompagnati da guide competenti e appassionate che nutrono la curiosità del visitatore con storie e aneddoti interessanti.

Altre foto sul Palombaro Lungo

Informazioni sulla visita

Orari: Aperto tutti i giorni. Ingresso solo con tour guidato e a numero chiuso in orari prefissati dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18.50.

Prezzo: 3 euro a persona ( ingresso libero per gli under 18)

Info: +39 339.3638332 (Associazione GTA Basilicata)

Cosa vedere nei dintorni

Proprio nei pressi dell’Ipogeo Palombaro Lungo, consigliamo la visita della Chiesa di San Domenico e la più nascosta di Chiesa di Santa Lucia: due capolavori di arte e di architettura che vi lasceranno senza parole. Ovviamente prima di lasciare la città è doverosa una visita ai celebri sassi di Matera.

La guida di Matera

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Foto di Francesco Cosentini

Francesco Cosentini

Laureato in Scienze Geografiche per la Salute e l’Ambiente, ho coltivato sin da ragazzino la passione per l’escursionismo, il trekking e altre attività outdoor. In particolare nel Parco dei monti Picentini e nel Cilento, ai quali sono particolarmente affezionato. La passione per il cicloturismo mi ha portato a fare un viaggio in Tanzania, la cui avventura è raccontata nel libro: “Pole Pole – Pedalando in Tanzania e Malawi”.

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