Le origini di Napoli, dalla leggenda alla storia

Mancavano circa mille anni alla nascita di Cristo quando una piccola colonia di Greci si rifugiò, forse attratta dal pennacchio di quella strana montagna sulla costa del Tirreno. Le origini di Napoli risalgono all’epoca del mito, delle sirene e degli antichi eroi.

Nel centro storico del capoluogo campano, tra vicoli e portoni del migliore barocco napoletano, fiumi di turisti passeggiano tra capolavori di storia ed architettura. Sono in pochi a sapere, però, che le origini di Napoli si perdono tra la storia e la leggenda.

Lo sbarco dei Greci

Nel IX secolo a.C. un gruppo di coloni provenienti dall’isola di Rodi, in Grecia, aveva incontrato enormi difficoltà a navigare nell’Egeo e nel Tirreno. Le insidie del Dio Nettuno avevano messo a dura prova le loro abilità di navigatori e decisero di fermarsi proprio dove le onde avevano trasportato il corpo privo di vita della sirena Partenope.

I coloni furono anche attratti probabilmente da quella strana montagna col pennacchio, il Vesuvio, che ancora non era stato trasformato nelle sue forme dall’eruzione del 79 d.C.

La leggenda della sirena Partenope

Secondo la leggenda le tre belle figlie della musa Calliope furono trasformati in esseri mitologici con le sembianze femminili. I loro nomi erano Partenope, Ligeia e Leucosia.

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Origini di Napoli – tela del 1901

Siamo ben lontani dalla concezione medievale della sirena, cioè della bella fanciulla metà donna e metà pesce. Secondo la tradizione classica le sirene erano uccelli con la testa di donna o, secondo altre leggende, semplicemente delle donne alate. Costrette a vagare per il mare, tendevano trappole ai naviganti attirandole con la dolcezza del loro canto.

Proprio tra le acque del mar Tirreno comprese tra l’isola di Capri e la penisola di Sorrento, Ulisse riuscì a sfuggire alla loro trappola. Deluse per questo fallimento, le tre sorelle si suicidarono. Il balia delle onde, il corpo di Partenope si arenò proprio  dove sbarcarono i greci.

Le origini di Napoli – il nuovo insediamento

I nuovo coloni decisero di stabilirsi proprio dove si era fermato il corpo della sirena Partenope e lì consolidarono il loro insediamento tra le numerose grotte di tufo dell’epoca, oggi nella zona via Chiatamone e Morelli). Lavorarono a lungo per rendere la loro posizione sempre più stabile creando Partenope, una piccola civiltà dove oggi sorge Castel dell’Ovo, tanto che oggi proprio in quella zona sorge via Partenope.

Circondata su tre lati dal mare, le origini di Napoli erano molto promettenti data l’ottima posizione difensiva ottenuta. Eventuali nemici non avrebbero potuto insidiare la nuova città né da terra né da mare. In questo clima di serenità la città crebbe per qualche secolo.

L’incontro con Cuma e lo scontro con gli Etruschi

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Raffigurazione di un’antica tomba trovata a Nola

Partenope, questo era il nome di Napoli alle origini, verso il VII secolo a.C. accolse una serie di abitanti di Cuma, anch’essa colonia greca consolidatasi ormai da diverse generazioni. Pur restando sempre nei limiti di pizzo Monfalcone, la città iniziò a svilupparsi in maniera sorprendente. E’ da questo momento che la leggenda diventa storia, grazie alle prime fonti scritte sulle origini di Napoli.

La giovane Partenope venne presto coinvolta nelle guerre che vedevano contrapporsi Cumani ed Etruschi, dominatori assoluti dell’entroterra Campano. Le loro tracce oggi sono state ritrovate anche tra i vari borghi del Parco del Cilento e Vallo di Diano. I coloni provenienti da Cuma decisero di ritirarsi per rientrare a difendere la loro città e Partenope fu lasciata sola, seccheggiata prima e distrutta poi dagli Etruschi, che si erano già stanziati a Pompei.

Viene fondata Neapolis

Dopo circa un secolo di scontri, finalmente i Cumani ebbero la meglio sugli Etruschi, riprendendosi Partenope e fondando, poco distante la città di Neapolis. Si distinguerà così una zona vecchia dalla nuova città fino a quando, sviluppandosi sempre più, le due non si fusero.

Scrive Strabone geografo e storico greco:

Neapolis, città cumana, ricevette una colonia da Pitecusa ed Atene. Numerosissime tracce del modo di vivere greco si sono mantenutà là, sebbene la popolazione sia romana. Viene indicata sul posto la tomba di una delle sirene Partenope e ogni cinque anni giochi sacri con gare di musica e ginnastica rivaleggiano con le feste più celebri della Grecia.

La tomba di Partenope

La tomba di Partenope è stata per secoli il centro spirituale della città. Oggi gli studiosi si interrogano ancora sulla sua possibile ubicazione. Secondo Strabone questo antico sacrario era visibile direttamente dal mare, per cui si ritiene plausibile che fosse collocata dove oggi sorge il Maschio Angioino.

Proprio in onore della sirena Partenope, sin dalle origini di Napoli, la cittadinanza ha sempre organizzato le corse lampadiche, gare annuali che si vincevano tenendo accesa una torcia. Una festa grandiosa veniva organizzata in tutta la città proprio dinanzi alla sua tomba, di cui col tempo si sono perse le tracce.

Che sia una leggenda o meno, i coloni di Rodi hanno trasformato il volto di quest’angolo della Campania, creando una delle città che sarebbe diventata poi metropoli e la cui magnificenza artistica e folkloristica l’ha resa famosa in tutta il mondo.

Testo da Campania Felix

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Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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