Museo dell’occhiale a Pieve di Cadore

L’attività economica più importante del XX secolo nelle località del Cadore è stata la produzione di occhiali. A testimonianza di ciò oggi vi presentiamo il Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore.

Museo dell’Occhiale – la storia degli occhiali

Secondo le ipotesi più accreditate, l’inventore degli occhiali fu un veneziano del XIII secolo. E’ certo che all’inizio del 1300 i cristallieri avevano già nella loro produzione i lapides ad legendum, ovvero le “pietre da leggere” e i vitreo ab oculi ad legendum ovvero “i vetri da occhiali per leggere”.

Museo dell’Occhiale e la manifattura del Cadore

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Museo dell’Occhiale – Manifattura Italiana – XVI secolo – Occhiale in ferro a snodo

 

Alla fine del XIX secolo le località del Cadore si presentavano come piccole comunità montane sperdute, isolate, con le caratteristiche e antiche abitazioni senza illuminazione stradale, senza medico o farmacia. Ciononostante i fratelli cadorini Angelo e Leone Frescura divennero i pionieri di una produzione che stravolse l’economia locale. Basti pensare che ancora oggi la moderna industria italiana dell’occhiale proviene ancora oggi per l’80% dalla provincia di Belluno e quasi la metà di queste aziende si trovano nel Cadore, tra le suggestive Dolomiti Venete. Questi imprenditori originari di Rizzios, frazione del Comune di Calalzo di Cadore, impiantarono la prima fabbrica di occhiali Cadore a Molinà, tra Domegge di Cadore e Calalzo.

Il Catalogo del Museo dell’Occhiale

I primi reperti che del Museo dell’Occhiale risalgono a riproduzioni dei primissimi esemplari di occhiali. Il problema primario fu quello di far restare le lenti stabili sul naso in quanto i primi materiali – corno, ottonoe, cuoio – non garantivano stabilità. Solo nel XVI secolo infatti vennero creati dei fori laterali con dei cordoncini che li mantenevano saldi sul viso.

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Museo dell’Occhiale – Manifattura tedesca – XVII secolo – Occhiale in corno chiaro di Norimberga

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Museo dell’Occhiale – Manifattura Francese – XIX secolo – Occhiale in Tartaruga

I primi occhiali erano sostanzialmente tutti ad arco e si poggiavano sul naso anche se non restavano fermi, così come siamo noi oggi abituati. Dalle immagini del catalogo del Museo dell’Occhiale si riesce bene a distinguere lo stile della manifattura di un oggetto tedesco o di uno mediterraneo o addirittura di uno di fattura lappone.

Altri oggetti da vedere nel Museo dell’Occhiale

All’interno del Museo dell’Occhiale non sono solo esposti tradizionali occhiali ma anche i fassamani, termine che deriva dal francese “face à man” che comprende tutti gli occhiali che non venivano indossati su viso e naso. Molti di questi sono famosi nelle rappresentazioni cinematografiche ed artistiche in cui le dame dell’Ottocento si nascondevano osservando il mondo dietro il proprio fassamano.

Il Museo dell’Occhiale mostra una rassegna molto ampia anche sugli astucci, fondamentali sin dal momento in cui l’occhiale venne inventato. Tanto più raro e prezioso è l’occhiale tanto più elengante e raffinato è il suo astuccio. Ecco che nel Museo dell’Occhiale sono presenti primordiali astucci fragili o altri barocchi e impreziositi sempre più con leziosità stilistiche.

Una visita merita anche la sezione dedicata a ventagli, binocoli e cannocchiali.

 Immagini e testi di Museo dell’Occhiale

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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