Marmarole, le Dolomiti del Cadore

Il Gruppo delle Marmarole sono una lunga catena muontuosa appartenente alle delle Dolomiti del Cadore, un complesso di montagne considerate Patrimonio dell’Umanità Unesco.

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Paroramica del versante sud delle Marmarole dal Rifugio Chiggiato

Le Marmarole, assieme al Monte Antelao e alle Sorapis compongono le Dolomiti del Cadore, il più grande sistema per dimensioni di tutte le Dolomiti. Nonostante le Dolomiti del Cadore siano formate da massicci isolati, la catena delle Marmarole è un complesso insolitamente lungo.

Circa 10 km di estenzione, nella direzione est-ovest, di splendide e maestose pareti calcareo dolomitiche che si affacciano verso sud sul Comune di Calalzo di Cadore e verso nord sul Comune di Auronzo. Il versante delle Marmarole occidentali è parte del Comune di San Vito di Cadore.

Pillole di storia e geologia sulle Marmarole

Le formazioni rocciose delle Marmarole formano una successione di strati spessi 3.000 metri che si sono sedimentati in oltre 180 milioni di anni. Nel Giurassico, infatti, il territorio era sorprendentemente diverso da come lo conosciamo oggi.

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Un cartello dal Rifugio Chiggiato ci mostra tutti i nomi delle vette delle Marmarole

Come tutte le Dolomiti Venete, infatti presentano uno strato roccioso sono “bacinali”, cioè deposito inizialmente sul fondo di un mare profondo almeno mille metri.

Questi sedimenti marini oggi completano oggi i primi 1.600-1.700 metri delle Marmarole e si compongono di un materiale facilmente erodibile.

A questo si sovrappone uno strato calcareo sottilissimo ricco di fossili e reperti come coralli, conchiglie e resti di piante continentali: tutte testimonianze di un periodo successivo in cui l’acqua divenne più bassa. Questo strato, molto più resistente del precedente, arriva sino a 2.000 metri.

Colori vivaci dal verde al rosso sormontate da una potente serie calcareo-dolomitica, spessa circa 1.300 metri, che forma le spettacolari pareti verticali delle Marmarole, dal colore variabile dal bianco al grigiasto, che testimoniano la lenta ritirata dell’acqua.

La flora delle Marmarole

I paesaggi verticali e le pareti sono la caratteristiche di questo straordinario gruppo delle Dolomiti Venete. Questo giustifica il fatto che l’area non sia tra le più ricche come numero di specie, ma ciò nonostante sono presenti diverse piante protette dalla direttiva europea Habitat (1992), come le orchidee Cypripedium calceolus o la Campanula morettiana che crescono in quote anche piuttosto elevate.

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Tutti i prati sulle Dolomiti del Cadore diventano coloratissimi ogni primavera…

Gli alberi ricoprono totalmente la parte bassa dalla valle delle Marmarole, con faggi e numerosissime conifere. Gli abeti bianchi sono protagonisti dell’area che porta verso Pozzale, diventando più radi sui versanti più esposti. A partire dai 1.600 metri l’abete rosso diventa una presenza più stabile, accompagnata spesso dal larice, con sottoboschi ricchi di rododendri e ginepri nani.

Le vette delle Marmarole

Il Gruppo delle Marmarole comprende una catena di montagne in una successione più o meno allineata lunga circa 13 km. Ecco l’elenco delle principali vette, tra parentesi abbiamo riportato il nome in dialetto ladino: Cima Scotter (Al Scotèr), Monticello, Cimon del Froppa (Žimòn del Fropa), la Croda Bianca, Dante e Virgilio e la Cresta Invalidi (Cresta dei Invalidi).

Il loro nome è legato a leggende e tradizioni la cui memoria si perde nel tempo. La Croda Bianca deve il suo nome, ad esempio, alla bellissima Bianca, rapita e uccisa dalle Anguane, esseri mitologici metà donne e metà capre. La Cresta Invalidi deve il suo nome alla leggenda secondo cui una delle prime compagnie di alpinisti che stava per raggiungere il Cimon del Froppa fossero infortunati, come se si trattasse di “invalidi”.

Molti degli appassionati di scalate scelgono in genere la Croda Bianca o il Cimon del Froppa, dalla cui sommità si ha una vista straordinaria sulle località del Cadore e sul Lago Centro di Cadore.

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La Capanna degli Alpini (1.367 m.) e sullo sfondo la Chiesetta del Caravaggio.

Come salire sulle Marmarole

E’ possibile partire dal Comune di Calalzo, superare il Percorso Vita e la caratteristica Chiesetta del Caravaggio e prendere la strada che porta verso Praciadelan con sentieri adatti ad escursionisti più o meno esperti. Arrivati al Ristorante la Pineta, bastano circa 20 minuti di risalita non troppo impegnativa per arrivare alle soglie della Val d’Oten.

Cosa fare sulle Marmarole

Oltre agli straordinari paesaggi dolomitici, dal Gruppo delle Marmarole dipartono numerosi sentieri e percorsi Cai che portano ai vari rifugi della zona: il Rifugio Chiggiato, il Rifugio Baion e il Rifugio Galassi. All’interno di queste strutture è possibile trovare ristoro e una sistemazione per la notte. Raggiungerli significa affrontare un cammino da Calalzo di circa 3 ore, ma la vista che offrono delle Dolomiti del Cadore, delle cime delle Marmarole e sulle limitrofe valli è impagabile. Consigliamo nella zona di visitare anche la Cascata delle Pile, raggiungibile in pochi minuti a piedi dal Rifugio Baion.

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Il bivio oltre Praciadelan: a destra si va al Rifugio Chiggiato, a sinistra al Galassi

Un libro per saperne di più…

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Foto di Paolo Calicchio

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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