Santuario della Madonna dell’Eterno a Montecorvino Rovella

Il Santuario della Madonna dell’Eterno sorge nel verde della zona collinare del Bosco Toppole, nel Comune di Montecorvino Rovella nel luogo dove leggenda vuole sia avvenuto il miracoloso ritrovamento di un’icona della Madonna.

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Una vista della facciata laterale della Madonna dell’Eterno

Siamo in uno dei più più caratteristici paesi della provincia di Salerno e dei Monti Picentini, per una passeggiata collinare in cui la vista si perde sulla sinistra tra la fertile piana del Sele e visitare il Cilento e sulla destra tra i Monti Lattari, tra i suggestivi paesi della Costiera Amalfitana.

Il Santuario della Madonna dell’Eterno, leggende e storia

La costruzione del Santuario della Madonna dell’Eterno nel Comune di Montecorvino Rovella risale al 1623 e si lega a quella che è ormai una delle leggende più note e affascinanti del piccolo comune dei Picentini. La storia tramanda, infatti, che proprio nel luogo in cui oggi sorge la Chiesa dedicata a Maria sia avvenuto un episodio miracoloso.

Si narra che nella zona delle Toppole, ai piedi del Monte Foresta, in un sabato di agosto, un mandriano al servizio della famiglia Denza della frazione Cornea, al momento di rinchiudere gli animali nel recinto si accorse che la vacca preferita dal padrone mancava all’appello.

L’uomo, disperato e convinto che l’animale fosse caduto in dirupo e morto, si abbandonò alla disperazione e, dopo una vana ricerca, rivolse una preghiera alla Madonna posta in una piccola nicchia sul sentiero.

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Una vista del borgo ferrari dalla collina della Madonna dell’Eterno

Ormai rassegnato, il mandriano udì improvvisamente nella notte il muggito di una mucca e immediatamente riconobbe l’animale disperso; così, prese una torcia e corse in direzione di quella voce fino a raggiungere un dirupo scosceso, in fondo al quale intravide il bovino inginocchiato di fronte a una parete di roccia. L’uomo provò in tutti i modi a rimettere in piedi l’animale, ma non riuscendoci, non potè che chiedere l’aiuto divino inginocchiandosi a sua volta.

All’improvviso, la parete di roccia crollò e dinanzi agli occhi del mandriano si parò uno spettacolo fuori dal comune: una intensa luce illuminava una grotta formatasi con il crollo e all’interno apparve un’icona della Madonna.

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Madonna dell’Eterno. La facciata laterale con il portale d’ingresso.

Incredulo ed emozionato, l’uomo riuscì a recuperare la mucca e corse nella Piazza di S. Eustachio del comune di Montercovino Rovella per annunciare il miracolo. Inizialmente, egli non venne creduto ma quando Mons. Serrano, Vescovo di Acerno, fu avvisato dai concittadini, fu organizzata una processione per raccogliere l’immagine sacra e trasportarla nella Chiesa di S. Eustachio.

L’indomani all’apertura della Chiesa, però, il sacrestano si accorse che l’icona era sparita. Il parroco, sentendosi in dovere di informare il Vescovo dell’accaduto, lo raggiunse immediatamente ma questi gli raccontò di aver sognato la Madonna che gli annunciava ciò che sarebbe successo di lì a poco: l’icona sarebbe ritornata sul luogo del ritrovamento e un manto di neve avrebbe segnato l’area sui cui la Vergine voleva fosse edificato un tempio in suo onore. Era la terza domenica di agosto del 1623.

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Storia e arte della Madonna dell’Eterno

La ristrutturazione del Santuario della Madonna dell’Eterno

Proprio lì venne costruito il Santuario che è possibile vedere ancora oggi, un edificio inizialmente denominato Santa Maria dei Valloni e poi chiamato Santuario della Madonna dell’Eterno in onore della Madre di tutte le creature, la cui struttura originaria è rimasta invariata per diversi secoli per poi essere ristrutturata ed ampliata negli anni ’70 grazie all’opera di Padre Alfonso De Simone.

In quegli anni fu, per esempio, aperto un nuovo ingresso, l’abside fu ampliata e trasferita sul lato sinistro del santuario mentre, esternamente, la collina venne spianata per fare spazio a una grande piazza.

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La cascata sul sentiero che parte dalla Madonna dell’Eterno

La grotta del ritrovamento

Particolarmente suggestiva è, infine, la grotta nella quale sarebbe avvenuto il leggendario ritrovamento, una piccola insenatura nella roccia, alla quale si accede scendendo una scala immersa nel verde, caratterizzata da un laghetto e da una scenografica cascata, un vero e proprio angolo di paradiso nel quale godere di tutta la bellezza degli elementi naturali.

Foto di Paolo Calicchio

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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