Il Museo Diocesano – Salerno – L’eco della storia sacra della città

Il Museo Diocesano di San Matteo, a Salerno, è uno dei musei salernitani che consigliamo di non perdere. Ecco cosa vedere…

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Cenni storici del Museo Diocesano – Salerno

L’edificio che oggi ospita il Museo Diocesano di Salerno fu fondato nella seconda metà del XVI secolo e nacque come seminario di formazioni arcivescovile. Non distante dal Duomo di San Matteo, amatissimo patrono di Salerno, è ubicato nel centro storico in Largo Plebiscito, nella zona nota come “Porta Rotese”, laddove sorgeva appunto, diversi secoli fa, una delle principali porte d’ingresso a Salerno. Il Museo divenne tale solo alla fine degli anni ’80, quando fu dismesso dal ruolo di seminario per cui fu originariamente concepito.

L’idea di dedicare l’edificio a Museo nacque per poter preservare alcuni dei preziosi manufatti e delle importanti opere ritrovate nella cattedrale, come i preziosi avori salernitani. Questi ultimi rappresentano l’unico ciclo eburneo medievale giunto per intero ai giorni nostri, trattandosi dunque di un “unicum” mondiale preziosissimo. Alcune tavole sono state comprate e sono tutt’ora esposte al Louvre di Parigi, nonché in alcuni musei di Parigi, Londra, San Pietroburgo e New York, a conferma della loro eccezionale rilevanza storica. Oggi il museo diocesano è diviso in diverse sale, ognuna arricchita secondo una precisa logica artistico storica.

Cosa vedere nel Museo Diocesano di Salerno

Nella prima sala, è possibile ammirare una mostra dei già citati avori salernitani. Ancora oggi non se ne conosce con precisione la datazione, anche se sembrerebbe verosimile che siano risalenti all’XI-XII secolo.

Nella seconda sala sono conservate preziose reliquie altomedievali, come alcuni affreschi longobardi bizantini ritrovati originariamente nella Chiesa di Santa Maria de Lama, oltre che delle reliquie appartenute all’arcivescovo salernitano Romualdo Guarna.

Sempre in questa sala è possibile ammirare, inoltre, anche lo splendido crocifisso in oro del fondatore della dinastia degli Altavilla, Roberto, noto come “il Guiscardo”, a cui il guerriero era solito rivolgersi in preghiera prima di ogni importante battaglia.

Vi sono infine alcune tavole che rappresentano passaggi dell’ “exultet” (una rituale preghiera cattolica di Pasqua, ormai in disuso da secoli) in stile normanno ed arabo-bizantino, testimonianza di importanti scambi culturali tra Sicilia e Campania.

Nella terza sala, poi, sono conservati reperti di epoca tardo medievale e rinascimentale. Impreziosisce il Museo Diocesano di Salerno una mostra di quadri del pittore napoletano Roberto d’Oderisio e non solo. Numerose poi le opere di Andrea Sabatini, pittore rinascimentale salernitano, che, secondo alcune fonti storiche, entrò nelle grazie Raffaello (di cui sicuramente ha imitato lo stile).

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Natività – Foto di Domenico Solimeno

Nella quarta sala, infine, sono esposte opere per lo più di scuola napoletana, oscillanti tra naturalismo e barocco. In particolare spiccano quelle di Tommaso Guarini, con i toni severi e foschi tipici della pittura caravaggesca, alla quale lo stesso artista originario di Solofra si rifece. Interessanti anche le opere di Josè de Ribeira, dinamiche e passionali.

Infine, nei corridoi che conducono alle stanze, sono conservati reperti marmorei e lapidei provenienti dalla Cattedrale di Salerno, oltre a delle antiche monete, testimonianza importante della storia numismatica della città.

Curiosità – La sindone salernitana

Nel marzo del 2015 il Museo Diocesano di San Matteo ha ospitato una delle più antiche riproduzioni della Sacra Sindone, risalente al 1665. Adagiata in una speciale teca, la sindone salernitana è tornata ad essere mostrata al pubblico dopo quasi 40 anni.

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Uno dei capolavori del ‘600 in mostra- Foto dentrosalerno.it

Informazioni per i visitatori

Il Museo Diocesano di Salerno è aperto ogni giorno (escluso il martedì) dalle 08:30 alle 19:30 in inverno e dalle 09:30 alle 20:30 in estate. L’ingresso è gratuito.

Cosa vedere nei dintorni

Il complesso museale si trova non distante dal Duomo di San Matteo, nel centro storico. Sempre nei pressi è possibile raggiungere il Museo Archeologico Provinciale e la Chiesa di San Benedetto, oltre che Castel Terracena. Proseguendo per la strada che porta verso la Cattedrale è possibile ammirare la caratteristica Via delle Botteghelle e il Complesso di Santa Sofia.

Salendo in direzione delle colline su cui è adagiato Canalone, si raggiunge la Chiesa di San Domenico Maggiore ed il rione Sant’Antonio.

Guida di Salerno

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Eugenio Mucio

Pigro, casalingo, sociofobico, ma per fortuna prova un grande amore per la sua terra di origine, tanto da mantenere vivi sia i suoi contenuti che (finora) se stesso.

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