I quartieri di Salerno – la storia della città raccontata nei suoi rioni

Un viaggio attraverso la storia della città e dei quartieri di Salerno: quando la “Opulenta Salernum” era capitale dei principi longobardi e faro della medicina medievale in Europa

Le voci del passato riecheggiano ancora nei vicoli e nelle viuzze tortuose del centro storico della città di Salerno, come ad esempio Via Mercanti. Le strade di Salerno sono un vero e proprio “gioiello medievale” che disegnano una piantina complessa ed intricata, tutt’oggi testimone della sua antica grandezza.

Quartiere Porto

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Si tratta della zona compresa tra la spiaggia di Santa Teresa, al termine del lungomare di Salerno, ed il Teatro Verdi del 1863, oggi uno dei più interessanti d’Italia, grazie alla programmazione d’eccellenza voluta dal direttore artistico Daniel Oren. Di notevole interesse anche l’adiacente Villa Comunale con la fontana settecentesca.

Quartiere Pioppi

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Il Palazzo Barone domina l’edificato della zona portuale di Salerno

La zona comprende il tratto che va dal Teatro Verdi fino all’imbocco della strada per Vietri, e si sviluppa sulla statale. Caratterizzato da diversi palazzi di fine Settecento o inizio Ottocento, il quartiere è impreziosito dalla fontana in pietra di Alario e l’eclettica architettura gotico-neoromanica di Palazzo Barone.

Quartiere Monti

L’area si sviluppa attorno alla strada di Via Monti. Un tempo caratterizzata da masserie ed abitazioni contadine risalenti al XVII-XVIII secolo (crollate con i bombardamenti), oggi conserva alcune dimore storiche e una Chiesa al termine della strada, da cui si ammira un interessante panorama sul golfo.

Quartiere Fornelle

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Uno dei rioni più antichi del centro storico di Salerno, risale al XI secolo. Il quartiere, tutt’oggi tra i più abitati, è impreziosito e rivitalizzato da diversi murales artistici e frasi del poeta salernitano Alfonso Gatto, che in qualche modo “compensano” la perdita di alcuni edifici antichi abbattuti negli anni ottanta.

Via Portacatena

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Parte integrante del rione Fornelle, la strada ha una importante rilevanza storica perché fino al XVII secolo era caratterizzata da una porta d’ingresso monumentale poi crollata. Caratteristica la Chiesa dell’Annunziata, ormai elemento fisso nello “skyline” salernitano, con il prezioso campanile barocco del Solimena.

Quartiere Antica Corte

Di origine romana (tracce di domus e colonne sono state ritrovate all’interno di diversi edifici), deve il nome alla reggia fatta costruire dal primo principe longobardo di Salerno, Arechi II, ancora oggi visibile tra i dedali di cunicoli e palazzi. E’ attraversata da via dei Mercanti, un tempo uno dei decumani romani.

Piazza Sedile del Campo

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Piazzale di origine medievale, conosciuto anche come “Largo Campo”, è caratterizzata da alcuni palazzi storici, come Palazzo Bottiglieri e Palazzo Genovesi, nonché dalla “Fontana dei pesci” costruita dal Vanvitelli. Oggi è uno dei principali ritrovi della “movida” di Salerno.

Quartiere Vecchio Municipio

Si tratta di una zona che ha conservato particolarmente inalterata la sua struttura altomedievale, con vicoli e case ancora strutturate in pietra viva e una torre di guardia. Nel rione sorgono anche le chiese di Santa Maria de Lama e Sant’Andrea de Lavina, veri gioielli di architettura longobarda del XI-X secolo dopo Cristo.

Quartiere Barbuti

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Il rione è di origine longobarda, ed è caratterizzato da un tortuoso intrecciarsi di vicoli e piccoli slarghi che ne disegnano una struttura labirintica intricata e suggestiva. Si segnalano l’importante complesso di San Pietro a Corte, le numerose Chiese di Via dei Canali ed il normanno Palazzo Fruscione.

Quartiere Portanova

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La zona inizia a partire dalla fine del Corso Vittorio Emanuele di Salerno e comprende lo slargo dove sorge la Chiesa del SS Crocifisso (XII secolo) e parte della zona della Dogana Regia. Qui sorge anche il palazzo normanno-catalano Pinto e il museo della Scuola Medica Salernitana, ricavato da una Chiesa dell’anno mille.

Quartiere Sant’Agostino

Il rione gravita intorno al Palazzo della Provincia, una volta appunto Chiesa e convento dedicato Sant’Agostino. Nei pressi, la Chiesa di San Giorgio, sfarzosa e barocca, considerate tra le più belle di Salerno. Nel piazzale sono inoltre spesso presenti banchetti allestiti durante festività ed eventi particolari.

Quartiere della Giudaica

Noto anche come Giudecca, non ufficialmente considerato un vero e proprio rione, la zona è compresa tra Piantanova ed Antica Corte. Caratterizzata da uno stretto vicolo rettilineo che si snoda attraverso case e palazzi, sfocia davanti la Porta Nuova e possiede una Chiesa ad esso dedicata, Santa Lucia della Giudaica.

Quartiere Duomo

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Il quartiere storico del Duomo di Salerno comprende appunto la cattedrale (con i resti di San Matteo evangelista) e l’adiacente tempio di Pomona, di epoca romana e rimaneggiato in età medievale, quando è divenuto curia arcivescovile. Nel rione sorgono anche importanti palazzi storici: Palazzo Morese, d’Avossa e De Ruggiero.

Quartiere Sant’Antonio

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La facciata del Complesso Santa Sofia Salerno

La zona ricade in Largo Conforti attorno al quale gravitano edifici sacri di ogni epoca: notevoli la medievale cappella di san Ludovico (nell’archivio di Stato) ed il complesso di Santa Sofia. Nella parte alta del rione, rimasta pressoché in pietra viva, c’è una vecchia reggia longobarda e conventi in stato di abbandono.

Sedile di Porta Rotese

Pur non essendo considerato un vero e proprio quartiere storico (ricade infatti tra il rione Sant’Antonio ed il rione San Benedetto), la zona è molto vasta e comprende il Museo Diocesano (con i preziosissimi avori salernitani) e la chiesa convento di San Domenico, che ospitò San Tommaso d’Aquino.

Quartiere Madonna delle Grazie

La zona è attraversata da Via Tasso, uno dei decumani di Salerno, e sale fino a lambire il rione Fusandola. Si tratta di una delle aree rimaste più inalterate del centro antico, ed è tutt’oggi impreziosita da alcuni palazzi storici (Ruggi-D’Aragona e Conforti), diverse scalinate, tortuosi vicoli in pietra e dalla Chiesa omonima.

Quartiere Fusandola

Attraversato dal torrente omonimo, nella parte alta del centro storico di Salerno, la zona è caratterizzata dai cosiddetti “orti cinti” di origine medievale, tra cui spicca il Giardino della Minerva del XII secolo (primo orto botanico in Europa). Qui vi sono numerosissime varietà di piante, disposte su più terrazzamenti.

Quartiere San Benedetto

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L’ingresso di Castel Terracena Salerno

L’area sorge alle spalle della Cattedrale di San Matteo, e comprende il complesso della Chiesa e del convento longobardo romanico di San Benedetto. Quest’ultimo oggi ospita il museo provinciale di Salerno. Nel rione si apprezza inoltre il castello normanno Terracena, oggi adibito ad abitazioni private.

Quartiere Canalone

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Il quartiere storico in questione è tagliato dalla strada che conduce alle autostrade e al castello. Si tratta di uno dei rioni più grandi ed estesi, il cui territorio comprende anche la collina del castello d’Arechi. Oggi vi sorgono due importanti conventi, ristrutturati ed adibiti ad uffici e ricerche, ed il conservatorio.

Castello e Bastiglia

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Sulla sommità del colle Bonadies, nel rione Canalone, sorge il castello di Arechi, dell’ VIII secolo dopo cristo. La struttura ospita alcuni locali, ed è organizzata in diversi percorsi tematici lungo il maniero stesso. E’ possibile inoltre intraprendere sentieri escursionistici sul colle, uno dei quali conduce all’antica Bastiglia.

Quartiere Sant’Eremita

L’area sorge alle spalle del rione Canalone e vi si nota ancora parte della cinta muraria longobarda. La zona è disabitata ed in stato di abbandono, e vi sorgono il convento di S. Maria della Consolazione, di Montevergine e la Chiesa di San Filippo Neri. Da qui una strada quasi abbandonata e nascosta, conduce fino al castello.

Quartiere Arce

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Si tratta di una zona quasi tutta rimessa a nuovo, non distante dalle principali vie dello shopping salernitano, ma un tempo caratterizzata da numerose fortificazioni. Testimoni della Salerno medievale tuttavia, rimangono “gli archi dei diavoli”, antichi acquedotti risalenti al IX secolo, legati ad una oscura leggenda.

Quartiere Bastioni – Mutilati

Una volta sede di una serie di fortificazioni e di mura difensive (da cui il nome) di epoca longobarda e anche precedente, oggi conserva poche tracce del ruolo passato per il quale era stato destinato, anche se è possibile scorgere interessanti resti di mura nei pressi della “Casa del Mutilato”, laddove la strada asfaltata termina.

Eugenio Mucio

Pigro, casalingo, sociofobico, ma per fortuna prova un grande amore per la sua terra di origine, tanto da mantenere vivi sia i suoi contenuti che (finora) se stesso.

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