Grotta di San Michele Arcangelo Olevano Sul Tusciano

A ovest del monte Raione, nel Comune di Olevano sul Tusciano, sorge la grotta di San Michele Arcangelo, nota anche come “Grotta dell’Angelo”.

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Due simpatici amici abitanti di Olevano, nella campagna che porta verso la grotta di San Michele

Partenza da Olevano verso la Grotta di San Michele Arcangelo

La strada per la Grotta di San Michele Arcangelo parte da una piccola e verde frazione del Comune di Olevano sul Tusciano, in provincia di Salerno.

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L’ingresso della Grotta di San Michele Arcangelo

Passeggiata in salita, ma certamente piacevole e che gode di un clima fresco anche nelle stagioni più calde.

La vista diventa sempre più piacevole andando verso la grotta. Scorge in lontananza la costiera amalfitana e nelle giornate più fresche si riesce a distinguere in lontananza la sagoma dell’isola di Capri. Una passeggiata di circa 20 minuti che porta verso un antro maestoso su cui spiccano due piccole campane ancora funzionanti.

Sulla sinistra si va verso il Giardino del Papa, mentre sulla destra si entra nella piccola chiesa ospitata nell’enorme grotta.

La Grotta di San Michele Arcangelo

La Grotta di San Michele Arcangelo è di una cavità scavata dall’acqua, con la particolarità di avere all’interno un vero e proprio complesso religioso con edifici indipendenti.

Appena superato l’ingresso, risaltano subito agli occhi i ruderi che molto probabilmente dovevano essere gli alloggi dei monaci. Oltrepassata l’imponente gradinata si notano sette cappelle, strutture in stile bizantino, con la tipica forma a cupola e con spettacolari affreschi, l’Altare Sacro e la Fenestella Confessionis con il gradino sul quale si poggiavano i fedeli per confessarsi. Le cappelle sono divise in due vani: il primo “Triclia”, spazio dedicato alla celebrazione del banchetto funebre, l’altro detto “Cubiculum” era la tomba.

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Le pareti affrescate della Grotta di San Michele Arcangelo

Riguardo a queste costruzioni, ancora oggi i pareri degli studiosi sono discordanti perché alcuni le considerano tombe pagane, per altri invece visti i numerosi elementi dell’arte greca e bizantina, risalirebbero a tombe di monaci siriani presenti nella città di Salerno dopo la persecuzione islamica.

La grotta di San Michele già nel IX sec era meta di numerosi pellegrini che la visitavano di ritorno dalla Terra Santa e persino il Santo Papa Gregorio VII fece tappa alla grotta, sottolineando la grande importanza religiosa e devozionale di questo luogo. Inoltrandosi nella grotta si può visitare l’acquasantiera che doveva dare ristoro ai numerosi pellegrini che camminavano per lunghi tratti. La grotta è uno dei luoghi più suggestivi e mistici di sempre.

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Gli interni della Grotta di San Michele Arcangelo

Il mito e la leggenda della grotta di San Michele

La leggenda narra che la grotta di San Michele sia stato anche un rifugio di una banda di briganti locali, a capo dei quali c’era Antonio di Nardo, detto Nardantuono.

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Le scale che portano alle grotte di Olevano sul Tusciano

Uscendo dalla grotta di San Michele si nota, proprio di fronte, sul monte opposto, un’ulteriore caverna che, secondo la leggenda, in principio apparteneva all’Arcangelo Michele, mentre quella attuale ospitava l’Angelo Nero: Lucifero.

Michele era un Arcangelo, vicino alle più alte Volte Divine e risiedeva in una grotta piccola e scomoda, poco adatta al suo rango celeste. Un giorno Lucifero, per far dispetto al vicino, lo invitò nella sua maestosa ed accogliente grotta. Michele non accettò la provocazione e decise di impossessarsi della grotta, sferrando al Signore Nero un poderoso calcione nel sedere.

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Il cielo di Olevano sembra ricordare ancora lo scontro tra San Michele e Lucifero

Spiazzato da questa reazione, Lucifero precipitò a valle poggiando un zampa su un masso a mezza costa, lasciando una grossa impronta di forma caprina: ancora oggi questa impronta viene detta “ciampa del diavolo” cioè la zampa del diavolo.

Foto di Paolo Calicchio

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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