Duomo di Ravello – la chiesa di San Pantaleone

Il Duomo di Ravello è uno dei capolavori nascosti meno conosciuti ma più ricchi di storia ed arte di tutta la costiera amalfitana.

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Duomo di Ravello – Amalfi – foto wikimedia

Ravello, piccolo comune della provincia di Salerno, viene spesso ricordato tra i paesi della Costiera Amalfitana, per i suoi straordinari paesaggi sul mare. Ma ben poco si sa della sua Cattedrale. Il Duomo di Ravello è infatti un’opera antichissima che, anche senza sfarzo, conserva opere d’arte inestimabili e leggende da narrare.

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La storia del Duomo di Ravello

La diocesi di Ravello divenne una sede vescovile nel 1086 grazie a papa Vittore III, per essere poi incorporata ad amalfi nel 1818 da papa Pio VI. Il suo primo vescovo, in epoca medievale, fu Orso Pappice, un patrizio ravellese e monaco benedettino di San Trifone.

duomo-di-ravello-pantaleoneLa magnifica e antichissima cattedrale fu dedicata alla Madonna dell’Assunta e in seguito a San Pantaleone, un santo molto venerato dai cittadini di Ravello. Medico e martire, fu ucciso nel 290 d.C., è molto seguito dalla cittadinanza anche a seguito della miracolosa liquefazione del sangue, oggi conservato nella cappella del Duomo.

Le origini del Duomo di Ravello sono entrate nella leggenda. Ciò che è certo è che la cittadinanza ha sempre avuto la consapevolezza di avere un tesoro nel loro piccolo ma splendido territorio. Da un manifesto del 1931, si sollecita infatti i cittadini a contribuire con delle offerte ad una chiesa ricca “di mirabili tesori d’arte e monumento nazionale, che ricorda l’opulenza, la gloria e la fede dei ravellesi”.

Secondo Francesco Pansa, autore di “Istoria dell’antica Repubblica di Amalfi“, la storia del Duomo di Ravello inizia addirittura nell’epoca dei Romani.

Questi “ad un certo momento cambiarono i loro costumi e resero Roma padrona del mondo […]; in seguito essi vagarono per questi luoghi e, tra le numerose chiese che vi costruirono e dotarono di inestimabili reliquie, ci fa la Cattedrale di Ravello”

Francis Nevil Reid, un nobile scozzese diventato nel XIX secolo dominus di Villa Rufolo, riprende questa tesi nel suo libro su Ravello. E’ anche grazie a lui che abbiamo oggi delle ottime fotografie di come il Duomo di Ravello si presentasse alla fine del 1800.

Secondo alcuni studiosi la costruzione della cattedrale risale al secolo XI ad opera del vescovo Pappice, mentre per altri risale al XII secolo grazie ai finanziamenti di Nicolò Rufolo.

La liquefazione del sangue di San Pantaleone

Tra le curiosità più interessanti, citiamo questo evento a cui la cittadinanza è molto devota. Fu un capitano inglese, I. R. Grant,  ad osservare e descrivere in maniera dettagliata questo fenomeno entrato nel mito. Ecco un pezzo del suo diario:

Il reliquiario di San Pantaleone è a forma di disco e nella parte più bassa contiene una sostanza di colore scuro. Secondo la leggenda sono la sabbia e la terra su cui si è sparso il sangue quando il martire venne decapitato. Poi vi è uno strato un po’ più chiaro, che sembra sangue, completamente opaco. Nella parte superiore uno strato più bianco che sembra grasso solidificato.

Sulla parte superiore del reliquiario c’è una fessura collegata ad un episodio del 1759. Mentre infatti il sangue era allo stato liquido, un sacerdote per osservare da più da vicino il miracoloso evento, avvicino una candela al reliquiario che si incrinò e il sangue iniziò a sgorgare copioso. Il canonico pregò subito San Pantaleone di perdonarlo e di far cessare il disastro. Il sangue si fermò miracolosamente.

Duomo di Ravello – Architettura e restauri

L’aspetto attuale del duomo è il frutto di un recente restauro a cui tutti i cittadini di Ravello hanno dato il proprio sostegno e supporto incondizionato. Si tratta di un lavoro che ha eliminato tutte le aggiunte che sono state effettuate negli anni, riportando l’edificio sacro al suo originario splendore.

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Gli amboni, le testimonianze della sua pavimentazione, i colori della sua Cappella di San Pantaleone… sono solo alcuni dei tesori che si possono scoprire visitando il Duomo di Ravello.

Grazie ai recenti lavori, inoltre, sono state fatte dell scoperte molto interessanti dal punto di vista architettonico: la Cappella del Santissimo, la Chiesa del Corpo di Cristo, la via tecta arricchiscono il monumento di spazi e di connotazione storica ed artistica.

Il Duomo di Ravello è diventato così una specie di museo in un paese già molto caratteristico e apprezzato dai turisti di tutto il mondo.

Le opere d’arte nel Duomo di Ravello

All’interno sono molto interessanti alcuni pannelli realizzati da Barisano da Trani con delle raffigurazioni di Cristo, della Vergine e dei Santi.

Tempo fa era possibile ammirare anche il busto di Sigilgaita nell’arco di ingresso alla rampa del pulpito. Ora la scultura è stata trasferita nel museo annesso al duomo. La donna era sposata con Rufolo, committente dell’opera e cittadino illustre di Ravello. A ricordare questo personaggio anche un’iscrizione e due teste di profilo – forse i due figli dei coniugi.

L’autore del pulpito fu Nicola di Bartolomeo da Foggia, un maestro marmorario, chiamato da re Carlo d’Angiò.

L’altare in marmo bianco e fasce nere risale invece al 1795: qui sono state integrate le tarsie, dei riquadri in marmo e dei puttini.

Il campanile del Duomo di Ravello

Da non perdere il campanile del Duomo di Ravello, sottoposto ad un intervento conservativo nel 1998. Le sue bifore slanciate sembrano accompagnare l’andirivieni della folla in piazza Vescovado. E’ a pianta quadrangolare, alto 35 metri, e venne costruito alla fine del 1300.

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Uno degli ordini della facciata del campanile è contornato da finestre cieche ad arco gotico realizzate con pietre di tufo e colonnine di marmo. Gli altri due ordini si basano sulle caratteristiche bifore con colonne e capitelli centrali.

Il Museo del Duomo di Ravello

Grazie ai restauri completati alla fine degli anni ’90, la cattedrale e il museo sottostante si sono integrati alla perfezione. Il museo nasce dall’idea di don Giuseppe Imperato senior di riportare alla luce le memoria di Ravello ed Amalfi.

L’esposizione è nella cripta del Duomo di Ravello, a pianta semplice e attraversata da un’unica fila di 6 colonne. Fino agli anni ’30 dello scorso secolo ospitò la Confraternita della Madonna del Carmine.

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Dal 1983 raccoglie sarcofagi, lastre marmoree con preziosissimi mosaici e reliquiari. I più interessanti sono i reliquiari di Santa Barbara e San Tommaso.

Da ammirare lo stupendo ciborio del 1279 ricco di marmi e mosaici realizzato dal maestro Matteo di Narni. Si tratta di una preziosa testimonianza delle influenze classiche ed orientali che ha subito il Duomo di Ravello.

Duomo di Ravello – orari e prezzi

Il duomo è aperto tutti i giorni dalle 08.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00.

Il museo della cattedrale è visitabile tutti i giorni agli stessi orari ed il costo è di 3 euro a persona.

Per informazioni su orari e prenotazioni per matrimoni nel Duomo di Ravello, vi rimandiamo al sito ufficiale.

Come arrivare al Duomo di Ravello

Per capire dove si trova la cattedrale di questo piccolo paese della Costiera Amalfitana, ecco la mappa con il navigatore.

Cosa vedere nei dintorni

Consigliamo ovviamente una passeggiata nel piccolo borgo salernitano ed ovviamente immancabile è la visita a Villa Rufolo. Molto apprezzate sono anche i Giardini di Villa Cimbrone e la Chiesa dell’Annunziata.

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Il paese è molto raccolto per cui sarà una piacevolissima giornata, adatta a grandi e piccini in qualsiasi stagione dell’anno.

Immagini e foto dalla rivista Campania Felix – anno V, n.9, febb.2003

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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