Dolomiti Venete – Un viaggio sul tetto del mondo

Le Dolomiti venete sono un capolavoro della natura di origine antichissima. Alpi che, tra valli e stupendi paesaggi dolomitici, offrono un’esperienza unica tra i luoghi più belli d’Italia e patrimonio dell’umanità.

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Monte Pelmo, le Dolomiti Venete

In un incanto di forme e colori, le Dolomiti Venete sembrano vincere la sfida tra cielo e terra, tra scorci e paesaggi dolomitici dal fascino unico. Strutture rocciose la cui storia è ormai antichissima.

La storia delle Dolomiti venete

Cime di arcipelaghi in un mare di coralli, la storia delle Dolomiti venete si perde in milioni di anni fa, in una memoria che l’uomo ha raccolto e continua a studiare. Fossili vegetali e animali, coralli … un’identità ancora viva dopo 200 milioni di anni. La storia delle Dolomiti è ancora oggi oggetto di studio, là dove una volta si stendeva il preistorico mar della Tétide, dove ora gli atolli si sono trasformati in montagne, che conservano tuttavia l’originale forma ad anello.

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Misurina – Paesaggio sulle Dolomiti Venete

Quali sono le Dolomiti venete

Il nostro primo incontro è il monte Schiara, la più alta dell’omonimo Gruppo della Schiara, nelle Dolomiti Venete, con il suo monolite alto circa 40 metri che in veneto si chiama Gusèla del Vescovà, cioè “ago del vescovo”.

Il monte Peralba, al confine tra Friuli, Veneto e Austria, il monte Pizzocco, la cui prima scalata risale addirittura al 1798. Imponete svetta il Monte Civetta, con i suoi 3.220 metri. La Marmolada raccoglie le montagne più alte, una volta considerate inespugnabili. Pareti verticali splendide tra ghiaccio e roccia conducono verso santuari di cristallo come il Serrai di Sottoguda.

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Paesaggi dolomitici per la strada verso Pozzale

“Sembrano montagne di vetro” diceva Dino Buzzati riferendosi alle Dolomiti venete. Alla Croda Rossa d’Ampezzo il colore emerge magnifico. Corallo pietrificato che affiora in una parete verticale ripidissima.

Le tre cime di Misurina, capolavoro creatosi con un lentissimo lavoro di erosione. Personalità e voci di rupi in un intrigo di guglie e spaccature, diceva Dino Buzzati, di pilastri, di segreti recessi …

Dalle guglie del Pomagagnon alle cime ai ghiacciai del monte Antelao, in provincia di Belluno, fino alle cime della Civetta, con pareti di oltre mille metri, considerate l’Università degli alpinisti.

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La strada verso il rifugio Scotter – San Vito di Cadore

Il monte Pelmo è detto “El Caregon de ‘l Padreterno“, la Grande Sedia di Dio. Secondo la leggenda qui ha riposato un Padreterno, un gigante, in una poltrona di cui si riconoscono ancora perfettamente la spalliera e i braccioli.

Decine di rifugi costruiti dal Club Alpino Italiano, come il Rifugio Scotter o il rifugio Tiziano sulle Marmarole risalente addirittura al XIX secolo, meta ambita per molti sciatori ed amanti della neve. Raggiungere queste solitudini, sostiene Buzzati, è fonte d’appagamento. Soddisfa il desiderio di taluni nell’identificarsi in tanta immobile serenità. Prenderne possesso. E di qui nasce l’alpinismo.

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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