Dialetto ladino sulle Dolomiti Venete

Il dialetto ladino è una lingua tradizionalmente parlata nelle località del Cadore. Si differenzia a seconda della zona, il dialetto ladino ha origini antichissime risalenti addirittura all’impero romano.

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Vista su un caratteristico tabià e Spalti di Thor

Chiunque abbia avuto la fortuna di visitare il Cadore e i suoi caratteristici paesaggi dolomitici, avrà notato una certa differenza col dialetto veneto e friulano.

Il dialetto ladino è la lingua che si può avvertire parlare dagli abitanti delle località del Cadore e dell’Ampezzano fino quasi al Sud Tirol. Spesso erroneamente associato al solo comune di Cortina d’Ampezzo, il dialetto ladino rappresenta invece tutte le località del Cadore e del Comelico.

Il dialetto ladino – dove lo si parla?

I territori in cui si parla il dialetto ladino vengono distinte in due grandi zone: l’area ladina occidentale – quella svizzera – e quella ladina dolomitica. Il dialetto ladino non è altro che la preziosa e antica testimonianza della storia delle località del Cadore e più in generale delle Dolomiti Venete. Un antico italiano medievale che si è conservato ed evoluto parallelamente alla lingua italiana.

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Tai di Cadore, frazione di Pieve, tra le valli delle Dolomiti Venete

Diversi tipi di dialetto ladino

Il dialetto ladino, in realtà, mostra profonda differenze tra le zone altoatesine, in cui si parla il dialetto ladino atesino e il dialetto ladino delle località del Cadore. Pur essendo entrambi derivanti dal latino, questa lingua tipica delle Dolomiti Venete e Friulane hanno profonde differenze, tanto che non bisogna meravigliarsi se un cadorino difficilmente capisce un abitante dell’Alta Badia. Quest’ultimo ha infatti subito influenze tedesche molto rilevanti, che ne rappresenta la lingua guida. Al contrario il dialetto ladino delle località del Cadore ha come lingua guida l’italiano.

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Una piccola abitazione tra le Dolomiti Venete, qui si custodiscono gelosamente tradizioni secolari

Il dialetto ladino di Cortina d’Ampezzo

Cortina d’Ampezzo merita un discorso a parte. Trattandosi di una località posta a metà strada tra le località del Cadore e quelle atesine, ci sono profonde differenze. L’ampezzano mostra tuttavia precisi collegamenti con il cadorino nonostante quattro secoli di dominazione austriaca. Questo perché tutte le zone della provincia di Belluno sono sempre rimaste legate alla propria italianità. Il dialetto ladino non è frutto infatti di un’importazione ma si è sviluppato in loco dal latino degli antichi romani, basti pensare che nel comune di Pieve di Cadore sono conservati dei pavimenti a mosaico di un’antica abitazione di montagna romana.

Caratteristiche del dialetto ladino cadorino

Il dialetto ladino ha alcune caratteristiche predominanti: le plurali in S e molte parole terminanti in ca diventano cia. Emergono inoltre alcune parole addirittura preromane, come roa che significa frana o troi che indica il sentiero. Il dialetto ladino parlato a Cortina d’Ampezzo di diversifica invece per alcune parole meno ladine che nelle località del Cadore: il cavallo a Cortina d’Ampezzo si dice Caal, mentre nel dialetto ladino cadorino si dice ciaval. Il carbone in ampezzano diventa carbon mentre in dialetto ladino cadorino diventa ciarbon.

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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