Chiesa della Madonna delle Grazie alla Molina, Domegge

Sulla strada che porta verso il Comune di Domegge di Cadore, sorge una caratteristica chiesetta dalle forme tipicamente alpine. Su una roccia, a strapiombo, ecco la Chiesa della Madonna delle Grazie alla Molinà.

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Vista della Chiesa della Madonna delle Grazie alla Molinà

Struttura della Chiesa Madonna delle Grazie alla Molinà

La costruzione della chiesa Madonna delle Grazie alla Molinà risale al 1510, quando la popolazione di Domegge di Cadore,  dopo aver ricevuto, per intercessione della Madonna, la vittoria contro gli invasori di Vallesella, decise di omaggiarla dedicandole la struttura.

Con la sua architettura tipicamente alpina, l’edificio costituisce un punto di riferimento nel paesaggio che porta i turisti dal Friuli verso Cortina D’Ampezzo.

All’interno della chiesa Madonna delle Grazie alla Molinà sono presenti due cappelle della stessa grandezza, separate solo da una colonna quadrata e un bellissimo affresco riguardante la Madonna in trono risalente al 1350, integrato nel 1400, con l’aggiunta di angeli e putti.

La Madonna delle Grazie della Molinà

In questo magnifico scenario sulle Dolomiti Venete, gli abitanti di Domegge di Cadore stabilirono di edificare la chiesetta presso il fiume Molinà, già caratterizzato dalla presenza di un capitello costruito in onore della Madonna delle Grazie, vicino al ponte di legno che collegava le due sponde. Era consuetudine nell’antichità che ogni paese dedicasse una chiesa alla Madonna per ringraziarla di aver aiutato i propri abitanti da nemici, malattie e catastrofi naturali. Per questo motivo, anche la città di Calalzo decise di costruire una chiesa nello stesso punto scelto dai Domeggesi, ma sulla sponda opposta.

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La chiesa Madonna della Grazie alla Molinà e la vista sulle Crode, alcune delle Dolomiti Venete

Le due città iniziarono a reperire i materiali necessari per la costruzione, ma con sommo stupore, i Calaltini notarono che i loro materiali diminuivano sempre di più e accusarono i Domeggesi del furto.

Per accertare ciò che si stava verificando, i Calaltini si nascosero di notte e aspettarono di cogliere sul fatto i ladri. Increduli e stupefatti, gli abitanti di Calalzo scorsero una schiera di angeli che trasportava e accatastava tutti i loro materiali da lavoro sopra quelli di Domegge. L’evento miracoloso indusse non solo i Calatini ad abbandonare l’idea di costruire la chiesa ma anche a sancire la pace con gli abitanti di Domegge. L’edificazione proseguì in totale serenità e all’interno della chiesa, si ricavarono due stanze per permettere ad una persona di vivere e curare la struttura. Solo nel 1579 i Domeggiani pensarono ad una seconda cappella da affiancare alla prima costruzione.

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La vista dalla Chiesa Madonna delle Grazie alla Molinà è da lasciare senza fiato…

Il miracolo della Madonna delle Grazie alla Molinà

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Particolari della facciata

Nel 1881 Osvaldo Valmassoi, giovane e volenteroso operaio, venne reclutato dalla città di Domegge per riparare il tetto della chiesa Madonna delle Grazie alla Molinà.

Disgraziatamente, il giovane manovale, nel passare le assicelle di legno agli operai posizionati in cima al tetto, scivolò e precipitò nel burrone sottostante sotto gli occhi inorriditi dei compagni. Afflitti, gli uomini sospesero i lavori per recuperare il corpo sfracellato del ragazzo.

Giunti sul posto dell’incidente, gli operai increduli trovarono il giovane totalmente illeso. Osvaldo raccontò di essere stato sostenuto, durante la caduta, da una bellissima Signora che lo aveva aiutato a rimettersi in piedi e gli aveva intimato di  tornare al lavoro. La notizia del miracolo si diffuse repentinamente e i Domeggesi insieme ai Calaltini e altri abitanti di paesi limitrofi, fecero una processione in onore della Madonna. Da quel giorno fino ad  oggi, la processione si ripete sempre nella data ricorrente e anche negli anni seguenti, i miracoli della Chiesa Madonna delle Grazie alla Molinà hanno continuato a ripetersi.

Foto di Paolo Calicchio

Manuela Cosentini

Nasce a Novara, si trasferisce in tenera età a Baronissi. E’ laureata in lettere classiche ed è una docente di latino e italiano. Tra i suoi hobby la lettura, la fotografia e il trekking.

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