Il Carnevale di Sappada

Il Carnevale di Sappada è una delle tradizioni più caratteristiche e suggestive di tutte le Dolomiti: maschere e caricature per un evento entrato nella storia.

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Le maschere in legno sono una caratteristica del Carnevale a Sappada

Il Carnevale di Sappada vede come protagonista la maschera, una caricatura dell’antico uomo delle Dolomiti Venete. Ne trae atteggiamenti, indumenti, addirittura il gesticolare e la camminata.

Il protagonista del Carnevale a Sappada

La maschera caratteristica del Carnevale di Sappada è il Rollate, un personaggio vestito con una folta pelliccia scura, chiamata in dialetto locale pélz, di capra o di pecora. Il capo è coperto da un cappuccio, i pantaloni sono in lino con strisce bianche e castane. Rollate porta inoltre un fazzoletto al collo, rosso per gli ammogliati e bianco per i celibi e sulla schiena pendono due grossi campanacci (ròll’n). Non si separa mai dalla scopa di saggina e la maschera di legno sul volo è sempre severa, con lunghi baffi e folte sopracciglie.

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Vestite con abiti tradizionali, molti “fantocci” in legno e paglia scrutano i passanti tra le varie baite

Un evento unico in tutta Italia

Per chi si chiede cosa vedere a Sappada, il Carnevale rappresenta un evento unico, nonostante qualche lieve analogia con quello del Comelico, del Cadore o della vicina Carnia, oltre il confine italiano.

La maschera di Rollate di Sappada non trova altri riscontri e pare essere nata per richiamare la figura dell’uomo selvatico, diffusa tra le culture alpine.

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La maschera in legno di Rollate Sappada

Le maschere del Carnevale di Sappada

Rollate non è l’unico protagonista del Carnevale di Sappada. Altre maschere, cadute in disuso da non molti decenni, erano il Pajazzo, vestito multicolori con degli stracci e un tipico berretto appuntito e una vivacità che lo faceva spiccare tra tutti i personaggi.

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Le maschere del Carnevale di Sappada sfilano tra le antiche borgate

Tradizionalmente il Carnevale di Sappada si svolge in 3 domeniche, ciascuna delle quali ha un suo tema differente. Nella prima, detta domenica dei poveri (Pèttlarsùntach) le maschere si mostrano con abiti poveri, di mendicanti in visita per le varie abitazioni alla ricerca di cibo.

Nella Pàurnsùntach, ovvero la Domenica dei contadini, la rappresentazione festosa coinvolgeva anche gli attrezzi per il lavoro nei capi, fino addirittura gli stessi buoi.

Nell’ultima giornata, detta Domenica dei Signori, Hèrnsùntach, le maschere prendono di mira stavolta il ceto sociale benestante, sfoggiando abiti raffinati con volti signorili, anche se comunque marcati dal lavoro dai campi.

Durante le varie domeniche si tengono eventi ed esposizioni per sappadini e visitatori, come le incisioni delle maschere di legno nelle stradine delle antiche borgate di Sappada.

Da non perdere il Martedì Grasso, quello che viene definito Martedì del Vomito, cioè si organizza una gara di sci mascherata e la sera le persone girano travestite distribuendo cenere e annunciando la fine del Carnevale a Sappada, con l’inizio della Quaresima col successivo Mercoledì delle Ceneri.

Un libro per saperne di più…

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Foto di Sappadadolomiti.com | Davide Bedin | Marco

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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