Capitignano – Giffoni Sei Casali tra le perle dei Monti Picentini

Una passeggiata per le strade di Capitignano Giffoni Sei Casali di Salerno. Un tour tra uno dei sei piccoli centri che compongono il Comune di Giffoni Sei Casali, alla scoperta del suo patrimonio storico e naturalistico.

Capitignano Giffoni Sei Casali

Capitignano è uno dei sei casali, assieme a Capocasale, Malche, Prepezzano, Sieti Basso e Sieti Alto, che danno il nome al Comune di Giffoni Sei Casali, antico comune sparso la cui origine risale all’epoca romana, a seguito della fuga degli abitanti della distrutta Picentia, sulle pendici dei monti circostanti.

La cittadina di Capitignano di Salerno, che si estende in un territorio molto variegato che comprende l’alta e media valle del fiume Picentino e che dalla sommità del monte Mai raggiunge la pianura, conta oggi poco più di 5000 abitanti, distribuiti nelle sei frazioni.

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I colori del centro storico di Capitignano

Le origini di Capitignano Giffoni Sei Casali

Il casale di Capitignano, con i suoi 2022 abitanti, è oggi il più popoloso tra le sei frazioni che compongono Giffoni Sei Casali ed è sede del Palazzo del Municipio.

Le sue origini risalgono all’epoca romana e alla sconfitta dei Picentini intorno al III secolo a.C.. Ai tempi delle guerre Puniche, infatti, la popolazione picentina non vedeva di buon occhio il predominio romano e finì per schierarsi al fianco di Annibale. Quando Annibale, però, fu richiamato in patria per combattere Scipione, i Picentini si ritrovarono da soli a lottare contro Silla e subirono una rovinosa sconfitta, che culminò con la decapitazione delle statue di Giunone e Giano, intorno al cui tempio sorgeva il principale centro urbano dell’epoca, nei pressi della località di S. Maria a Vico.

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Capitignano tra architettura storica e verde

Capitignano Giffoni Sei Casali: le origini del nome

Proprio dall’episodio fortemente simbolico della decapitazione delle statue ha origine il nome di Capitignano: nel luogo, intorno al tempio, dove fu collocata la testa mozzata di Giano (Caput Iano), infatti, sorse un importante centro agricolo e commerciale che col tempo vide il suo nome modificarsi prima in Capo Tignano e poi in Capitignano.

I Picentini sconfitti furono costretti a vivere in piccoli gruppi, costituendo 36 villaggi o vichi, che in seguito furono chiamati “casali”, riuniti nello Stato di Giffoni.

Passeggiare tra le via di Capitignano Giffoni Sei Casali

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Le piccole stradine di Capitignano

Capitignano si presenta oggi come un piccolo centro ottimamente conservato, un vero e proprio gioiello da scoprire ed esplorare in ogni suo angolo. Tra le stradine in cui si estende il centro storico, infatti, è possibile ammirare i segni del passato e ritrovarsi catapultati in un’altra epoca, lontana dal caos cittadino.

Numerosi sono gli antichi palazzi che ancora si mostrano in tutto il loro splendore, mentre nei vicoletti in cui si disloca l’abitato è facile lasciarsi incantare da colori, profumi e sapori tipici dei Monti Picentini, in quello che è un esempio di insediamento urbano rispettoso della natura.

Storia e architettura nel centro storico di Capitignano

Tra gli edifici di interesse storico e religioso, di grande rilievo sono la Chiesa di S. Martino Vescovo, risalente al 1656 e caratterizzata dalla copertura della cupola maggiore e del campanile in tradizionale ceramica vietrese, la Cappella della Trinità, rinomata per gli affreschi realizzati da Francesco e Scipione Plaitano, o ancora la piccola Chiesa di S. Anna, collocata nel Parco Pineta.

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Il verde dei parchi e dei giardini di Capitignano

In piazza Trinità è invece visibile la Palazzina Neoclassica, costrutita all’inizio del 1800 come sede per l’Ente Comunale di Assistenza e oggi sede del Centro Studi sul Decoro Urbano e del Museo di Arte Ambientale.

Una passeggiata nel verde a Capitignano: il Parco Pineta

Per chi decide di visitare Capitignano Giffoni Sei Casali, è d’obbligo infine una passeggiata all’interno del già citato Parco Pineta, a pochi metri dal centro cittadino, un’oasi naturalistica attrezzata con area pic nic e parco giochi, in cui ritrovare la pace e la serenità che solo la natura incontaminata riesce a regalarci.

Per gli amanti del trekking, da qui parte anche uno dei sentieri panoramici dedicati a Giustino Fortunato, che collega Capitignano Giffoni Sei Casali al suggestivo borgo di Terravecchia.

Cosa vedere nei dintorni di Capitignano

Foto di Mario Esposito

Mario Esposito

Studente e lavoratore in ambito economico, è un inguaribile nostalgico di qualsiasi epoca che non sia la sua. Da quando ha scoperto il turismo sotto casa, lo si vede spesso aggirarsi per centri storici e parchi, lontano dal caos e dalla monotonia quotidiana. Con un libro, una birra e della buona musica è possibile addomesticarlo.

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