Borgo Castello di Forino, fra i boschi della verde Irpinia

Borgo Castello di Forino, una preziosa testimonianza medievale del territorio irpino, arroccato su un’altura e seminascosto da boschi di nocciole e castagne

Vi accompagniamo nell’affascinante, anche se poco conosciuto, Borgo Castello di Forino situato su un’altura a circa 500 metri sul livello del mare in frazione Castello di Forino. Il borgo medievale ospita il Santuario di San Nicola, eredità dei bizantini, e il Castello feudale, testimonianza dell’antica dominazione longobarda.

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Il borgo di Castello di Forino

La storia di Castello di Forino

Gli storici sono concordi nel ritenere che la rocca della frazione Castello di Forino sia da considerarsi il primo insediamento che diede le origini al “locus forino”. Il “Fontis Augustei Acquaeductus” fatto costruire dall’imperatore Claudio è una delle tracce più significative e affonda le radici nel periodo romano. Questo importante acquedotto, prelevava acqua dalle sorgenti di Serino, e penetrando la collina Bufoni giungeva nella piana di Forino terminando la sua corsa presso Napoli, dove alimentava un grande serbatoio usato per fornire le navi della flotta romana lì dislocate.

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Segni del passato di Castello di Forino

Forino fu per questo motivo un centro nevralgico della colonia romana Venera Livia Abellinatum; basti considerare che in un periodo storico dove non si conosceva la polvere da sparo, la galleria per l’acquedotto fu scavata impiegando la manodopera locale per molti anni.

Con il crollo dell’Impero romano, il paese fu  invaso dai Visigoti, poi dagli Ostrogoti, che si scontrarono con i Bizantini (530-570) per il dominio nell’Italia meridionale. Quest’ultimi di fede cristiana, oltre a realizzare il fortilizio difensivo, introdussero il culto di S. Nicola Vescovo di Mira, che pare  venerassero sulla collina utilizzando una figura del Santo appesa ad un albero prima di edificare la chiesa realizzata verosimilmente prima dell’anno 1000.

Di certo la struttura originaria fu modificata a seguito di ripetuti interventi di restauro. Dopo l’avvento dei Longobardi e dei Normanni, il feudo Forino passava nelle mani prima degli Orsini, poi dei Cecere, cui faceva seguito la famiglia Caracciolo per circa due secoli.

Storie e leggende del borgo

Una serie di eventi drammatici si abbatterono sul territorio: la carestia ed il sisma del 1627, poi l’eruzione del Vesuvio del 1631, i cui lapilli provocarono la perdita dei raccolti, la moria degli animali ed il crollo di più di 400 case, e infine la serie di terremoti negli anni 1694, 1732, 1805,  1832 e 1837.

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Uno scorcio nel borgo Castello di Forino

La tragedia strinse il popolo intorno al suo protettore, così in occasione dell’eruzione del Vesuvio del 1631 i fedeli di Forino e i suoi casali, si diressero in processione verso il Santuario di S. Nicola. La leggenda narra di un cielo oscurato dalla pioggia di cenere che si schiarì appena la processione fu giunta in cima e fu iniziata la celebrazione, questo evento fu interpretato come chiaro segno della benevolenza del Santo verso il popolo.

Da quel giorno la tradizione vuole che ogni 14 marzo i fedeli si muovano in processione dalla Chiesa di Santo Stefano in Forino, e ricoperti di bianco trasportino una croce e cantando antiche litanie fino alla Santuario di San Nicola. Giunti a destinazione, dopo la celebrazione eucaristica, non manca il momento conviviale a base di vino e prodotti tipici della zona.

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Cosa vedere a Castello di Forino

Di pregevole fattura è il portale in pietra decorato è il campanile in pietra. L’interno a tre navate custodisce alcune opere d’arte, tra cui segnaliamo dei dipinti e sculture marmoree e lignee del XVIII secolo, tra cui spicca la statua del 1867 dedicata dai Forinesi al Patrono di Forino, S. Nicola di Mira, per ringraziarlo della protezione loro accordata in occasione del colera del 1866.

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Antiche abitazioni nel borgo di Castello di Forino

Per raggiungere il santuario, bisogna superare il borgo medioevale ed intraprendere per un sentiero delimitato da alberi di alto fusto e costellato dalle stazioni della via Crucis. Da tenere presente che il santuario apre solo in occasioni particolari come eventi religiosi. Pertanto in tutti gli altri giorni è possibile godere della suggestiva atmosfera del borgo immerso in vegetazione per lo più di noccioleti e castagneti, che oltre a far da verde cornice sono una risorsa importante per l’economia agricola e dolciaria del luogo. Inoltre raggiunto il Mastio, punto più alto della montagna, che prende il nome dal Santuario di San Nicola, dalla sommità si può ammirare il panorama sottostante e nei giorni di cielo terso è possibile scorgere il Golfo di Salerno.

Passeggiando nelle viuzze del borgo antico vi invitiamo ad osservare i segni della dominazione aragonese che introdusse l’usanza di scolpire sui frontali delle porte un fiore, simbolo della costituzione di una nuova famiglia. Ogni nuova nascita veniva indicata con l’aggiunta di una nuova foglia allo stelo del fiore.

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I fregi sui portali di Castello di Forino

Il borgo fantasma

Oggi il borgo di Castello, complice il tragico terremoto del 23 novembre 1984, è quasi del tutto disabitato, e viene animato in occasione di eventi culturali o religiosi. Fanno eccezione alcune  famiglie che vi abitano permanentemente e due ristoranti, il Decameron e l’Antico Maniero che inseriti in un contesto così pittoresco propongono piatti della tradizione locale. Per il resto la natura ha preso il sopravvento in ciò che rimane dell’antico abitato conferendo al luogo un indiscusso fascino.

Come arrivare a Castello di Forino

Francesco Cosentini

Laureato in Scienze Geografiche per la Salute e l’Ambiente, ho coltivato sin da ragazzino la passione per l’escursionismo, il trekking e altre attività outdoor. In particolare nel Parco dei monti Picentini e nel Cilento, ai quali sono particolarmente affezionato. La passione per il cicloturismo mi ha portato a fare un viaggio in Tanzania, la cui avventura è raccontata nel libro: “Pole Pole – Pedalando in Tanzania e Malawi”.

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