Belluno e dintorni: i paesi da vedere in provincia

Da Piazza dei Martiri a Belluno alle più alte vette delle Dolomiti del Cadore, dal centro storico di Feltre ai prati di Agordo che costeggiano alti picchi innevati: ecco cosa vedere a Belluno e dintorni.



Uno sguardo d’insieme su Belluno e dintorni

Località blasonate o semplici paesi dalle cime più o meno inviolate, con tradizioni e culture antiche ma in continua trasformazione con un’offerta turistica più che interessante. La provincia di Belluno, 3678 chilometri quadrati, gode un fascino tutto suo quasi magnetico. Un ecosistema con una sua fragilità interiore che non accetta violazioni, vedi la tragedia del Vajont, ma che regala scorci straordinari.

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Piazza dei Martiri da vedere a Belluno

Turismo archeologico a Belluno

Nei dintorni di Belluno si mesconalno ampi boschi, dove daini e caprioli pascolano indisturbati, a tracce di storie antichissime di un possibile turismo archeologico. Da Feltre a Ponte nelle Alpi, da Valle di Cadore a Lagole, arte e architettura si mostrano solo a chi sa visitare con calma e con il giusto rispetto questo territorio.

Frammenti di storia e le influenze sulle località turistiche

La provincia di Belluno fu fondata nel 1815 ed apparteneva all’Austria. Ancora oggi a Sappada ad esempio, e nelle sue caratteristiche borgate, si respira ancora un clima tipicamente tirolese, quasi come se fosse rimasta un’isola di confine tra due mondi apparentemente  così diversi. La risorsa prima di questa provincia è certamente il legno, materiale con cui si realizzano straordinarie baite in legno e case di montagna. Queste più di una volta sono state aggredite dalle fiamme ma, nonostante le ricostruzioni, i paesi della provincia di Belluno hanno saputo conservare un fascino che incanta.

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Gli interni delle baite sulle Dolomiti sono tradizionalmente in legno e tutti molto accoglienti

La Valle del Piave

Uscendo dalla città di Belluno, si inizia a costeggiare il corso del fiume Piave, fino a raggiungere la sua sorgente nei pressi di Cima Sappada. Lasciando Longarone, con la ben nota diga del Vajont, si raggiungono le località del Cadore, da Ospitale, terra che deve il suo nome all’ospitalità della gente, sino a Perarolo, crocevia tra la valle del Piave e la valle del Boite.

Le valli di Alpago

Si tratta di un vero e proprio sistema di piccole valli: Alpago viene definita come il balcone sulla Val Belluna. Questi piccoli paesi in provincia di Belluno hanno una storia che affonda le sue origini nel medioevo, come Pieve d’Alpago, che ha dato i natali a pittori come Flaminio Grapinelli le cui opere sono ancora conservate nel Duomo di Belluno. Da Chies d’Alpago a Puos d’Alpago, il territorio è disseminato di piccoli ma straordinari borghi dove uomo l’uomo ha saputo adattarsi ad una natura incontaminata e che esige rispetto. Le case alpagote sono a gradoni: piuttosto piccole ed estremamente semplici. Caratteristico è il sistema di stalle e fienili, in dialetto ladino chiamate Tabià, e l’antico sistema di coperture con tetto a due falde generalmente molto ripide a causa delle forti nevicate.

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Valli di Alpago

La Valbelluna

Le valli dolomitici di Feltre sono fatte di paesi e frazioni. Segnate da un lato dai versanti ripidi delle Dolomiti, la Val Belluna era la piccola patria di Dino Buzzati: “Una valle affascinante, piena di incanti veneziani, un’atmosfera di romanticismo rimasta intatta dai secoli andata”. Il territorio qui ha una conformazione molto particolare: dal fondovalle largo e abitabile, ben presto si muove in una successione di gobbe e colline. Dopodiché balzano in su, rapidissime, catene di montagne strane e selvagge, ricoperte di arbusti, boscaglia, prati e acrobatici abeti.

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La Valbelluna – foto di MagicoVeneto.it

Da Lentiai a Mel, da Sedico a Sospirolo, nell’arco di trenta chilometri si susseguono un sistema di comuni che formano un triangolo tra Feltre e Belluno.

Feltre e dintorni

Sotto il cielo arioso, come sulla cima d’un monte, le logge delle case, le terrazze e le balaustre fanno di Piazza Maggiore di Feltre uno stupendo teatro all’aperto. Ne parlava così Giovanni Comisso. Protetta da secolari mura e circondata a nord da una cornice verde di abeti, Feltre è uno dei più caratteristici centri storici del Veneto. Feltre Vecia, così chiamata affettuosamente dai suoi abitanti, è una galleria d’arte all’aperto che parte proprio da Piazza Maggiore, dai palazzi cinquecenteschi affrescati con sottili arabeschi o scene eroiche.

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La piazza centra le di Feltre – Foto Mauro P.

Domina la piazza, svettante sul profilo delle montagne all’orizzonte, il campanon, la torre del castello medievale cara ai feltrini con la grande campana di bronzo che nei secoli scandì le vicende liete e tristi della città. Qui, nel 1729 muoveva i suoi primi passi di commediografo il giovane Carlo Goldoni.

Gli sport invernali ad Agordo

Falcade, Selva di Cadore, Allenghe e altri paesini dell’agordino sono diventati in pochi anni centri di sport invernali rinomati ed attrezzati. Circa 80 impianti di risalita che servono 400 chilometri di piste per ogni tipo di attività: sci da fondo, sci alpinistico, discesa…

Zoldo e la valle del gelato

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Monte Pelmo – Foto di Paolo Calicchio

Oltre agli straordinari tesori artistici e architettonici, come la Chiesa di San Floriano di Pieve di Zoldo, il territorio si caratterizza per un ingegno locale fuori dal comune. Qui si tovano ancora oggi artisti e artigiani che scolpiscono il legno con sapiente maestria. Si tratta di un’area in cui per secolo sono state sfruttate le abbondanti miniere di ferro, di cui si parla già in alcuni documenti del XVII secolo. Oggi i paesi dello zoldano, soprattutto nella parte alta adella vallata hanno riscoperto una vocazione turistica che l’hanno resa meta ideale per sciatori di tutte le età che possono riscoprire le falde del Monte Pelmo e del Civetta.

Proprio da queste zone Italo Marchioni emigrò a New York  e durante una festa nazionale, nel 1900, sostituì il piattino del gelato con la cialda a forma di cono, ottenne il suo brevetto e adesso anche il suo bel monumento:nasce così il gelato! Le origini del gelato si ritrovano tra storie di sofferenza: come in quella di Giovanni Chiamulera da Valle di Cadore che ai primi del secolo lavorava a Brema. Alle 4 del mattino si metteva tra le ginocchia un recipiente di rame e con una mano lo faceva girare, mentre con l’altra lavorava di spatola. Lo sforzo gli aveva addirittura deformato la mano sinistra.

Le località del Cadore

Siamo nella terra natale del pittore Tiziano, la sua casa è ancora oggi conservata a Pieve di Cadore. Località e borghi sono alimentati da tante sorgenti, come la piccola Calalzo, che sul torrente Molinà ha creato prima mulini e poi le prime occhialerie d’Italia che hanno conquistato il mercato internazionale. Dal soleggiato promontorio di Lorenzago, sentieri di boschi e prati conducono a residenze dove Giovanni Paolo II era solito soggiornare. Giosué Carducci e  Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo sono solo alcuni dei grandi letterati italiani che hanno amato questi luoghi.

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Il centro pedonale di Cortina d’Ampezzo

Lungo la valle dell’Ansiei si distende pigramente Auronzo di Cadore che si specchia in un lago quasi incantato. Da sonnolento paese all’inizio del ‘900, da quando ospitava la Regina Margherita, si è dotato di tante infrastrutture turistiche che lo hanno portato alla ribalta negli ultimi anni. Nelle acque del lago di Auronzo si riflettono non solo le Marmarole, ma anche le famose Tre Cime di Lavaredo.

Il Comelico, la terra di confine

Un’ultima nota la dedichiamo allo splendido Comelico, definito da molti come un vero paradiso: tra curve a ridosso delle rocce, strettoie le piccole località del Comelico si presentano come tanti piccoli gioielli da ammirare.

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San Candido e dintorni d’estate sono una meta straordinaria per piccoli e grandi ciclisti

Danta, Padola, San Nicolò. Candide, Dosoledo aprono la strada verso il Trentino e la provincia di Bolzano (fino ad arrivare a San Candido), il Friuli o addirittura l’Austria.

Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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