Aterrana, il museo a cielo aperto

Con il suo disegno urbanistico armoniosamente inserito nel contesto naturalistico ed ambientale, il borgo di Aterrana è un labirinto di pietra con gradini, cortili e portali e selciati che guidano il visitatore in un paesaggio quasi da sogno.

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Aterrana e la chiesa di San Martino – Foto Campania Felix

Ci troviamo oggi ad Aterrana, in provincia di Avellino, in un viaggio dove il turista più attento e paziente può rivivere intense emozioni di un passato glorioso. Oggi qui il tempo sembra essersi fermato e la cultura locale sopravvive alle trasformazioni troppo frettolose dell’era moderna.

Dove si trova Aterrana?

Siamo nell’avamposto dell’Irpinia, poco distante tra i monti Palazzolo e Pizzo San Michele a circa 330 metri sul livello del mare. Nei dintorni troviamo Torchiati, un altro piccolo villaggio, le cui origini risalirebbero all’epoca dei Sanniti.

Pillole di storia

La storia di Aterrana, senza considerare le prime tracce di civiltà umana risalenti al paleolitico, risalgono addirittura al periodo romano. Nell’area infatti fu ritrovata una villa in stile pompeiano. Con il tramonto della dominazione romana, i Longobardi occuparono la vicina e più popolosa Montoro che divenne parte del Principato di Salerno. All’epoca esistevano sostanzialmente piccoli villaggi sparsi, casolari e masserie. Solo successivamente furono eretti i palazzi nobiliari: bisogna aspettare il XVI e XIX secolo.

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Una stradina di Aterrana – foto di Pagina Facebook di Aterrana

Di questi antichi borghi, Aterrana è rimasta sostanzialmente intatta sia nel suo carattere che nelle sue forme, salvandosi fortunatamente dall’invadente edilizia moderna.

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Una passeggiata ad Aterrana

Il nome stesso del borgo potrebbe significare “villaggio senza terra”, a causa dei pochi terreni coltivabili della zona. Nonostante ciò è indiscutibile la vocazione rurale delle strutture che ancora oggi impreziosiscono Aterrana.

Piccoli edifici ed abitazioni in pietra, dignitosissime nella loro secolare solidità, si sviluppano in un labirinto di pietra dove sembra di essere in un unico palazzo. Vicoli, portali, balconi, giardini accompagnano il turista e il visitatore in un viaggio quasi surreale. Accolto perfettamente nei circostanti boschi di di castagno, Aterrana oggi si spopola sempre più, come tristemente accade nei più bei borghi d’Italia.

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Giardino di Aterrana con arco in pietra – Foto dalla Pagina Facebook di Aterrana

Passeggiando per le stradine di Aterrana sembra di fare come un salto indietro nel tempo: il borgo forse anche per volere del protettore San Michele, si è salvato dalle speculazioni ed è possibile ammirare le straordinarie corti interne delle abitazioni rurali in pietra.

Sogni ed architetture di Aterrana

E’ sorprendente notare lo stretto rapporto con la natura già a partire dall’impianto urbanistico.  Il borgo è stato realizzato in un unico linguaggio, quello della materia prima locale: la pietra e il legno. E’ possibile visitare i numerosi palazzi a corte su due livelli, con caratteristiche abitazioni rurali e scale a profferlo, segno di un’architettura che oggi non esiste più.

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Il piccolo porticato della Chiesa di Montevergine e un particolare di una finestra rinascimentale – Foto Campania Felix

Le finestre sono riquadrate con il tufo grigio, i portali sono in pietra calcarea, i tetti in laterizi, i portoni in legno… qui anche l’architettura fa emozionare.

Cosa vedere ad Aterrana

In posizione dominante rispetto all’intero borgo, la Chiesa di San Martino, parzialmente crollata, racchiude uno spazio urbano di grande suggestione. Il campanile, a pianta quadrata, ha un’imponente mole bianca e un caratteristico orologio, visibile anche da lontano.

Qualche stradina in salita ci accompagna a visitare una miriade di piccole casette in pietra, portali bianchi e stupendi cortili che fanno parte di un’armonico disegno urbanistico.

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Aterrana Museo Aperto – Foto della Pagina Facebook Aterrana

Tra gli edifici da visitare segnaliamo palazzo De Giovanni, seicentesco e una volta adibito a convento. Oggi quest’ultimo mostra i segni dello scorrere del tempo e del terremoto del 1980 che rase al suolo l’Irpinia e la provincia di Salerno.

Percorrendo in salita la stradina arriviamo a Palazzo Rocco, al centro di Aterrana, un vero punto di riferimento nell’organizzazione del borgo. I locali a piano terra servivano per la lavorazione e per il commercio delle castagne e conservano ancora intatto lo splendore di una volta, dalla corte interna ai ripiani utilizzati dai trasportatori di castagne per poggiare il carico.

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Gli antichi edifici dei castagnari di Aterrana

Mentre una volta il luogo principale di aggregazione era la Chiesa di San Martino, con l’abbandono e il degrado di quest’ultima, i pochi residenti si intrattengono per qualche minuto nei pressi della più piccola Chiesa di Montevergine, dal caratteristico porticato che dà accesso al sagrato.

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La Chiesa di Montevergine – Aterrana – Foto Campania Felix

Il carattere più suggestivo di Aterrana è quel sentire che si percepisce percorrendo i vicoli secondari o entrando nei cortili, cioè quella sensazione di una “presenza” attuale dei “tempi passati” […] data sostanzialmente dal modo in cui, ancora oggi, i pochi abitanti intendono la vita del paese.

P. Fiore

Non è esagerato definire Aterrana un museo a cielo aperto, da valorizzare e sopratutto da recuperare perché continui ad essere una testimonianza di come architettura, folklore e natura possono coesistere in una simbiosi in cui territorio e paesaggio qualificano le vere eccellenze del nostro Paese.

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Ingegnere Civile, è un sostenitore della causa ambientale. Appassionato di fotografia e di turismo itinerante, ama percorrere sentieri e strade lontane dal turismo di massa, a piedi o con la fedele bicicletta Ridley.

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