L’Antece, il guerriero di S. Angelo a Fasanella

Visitiamo Costa Palomba, nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Qui “riposa” l’Antece, l’antico guerriero che il popolo dei Lucani ha voluto consegnare alla storia immerso in un contesto naturale di pregevole fattura


Antece-guerriero

Antece, il guerriero di S. Angelo a Fasanella

Sulle alture di Costa Palomba sul massiccio dei monti Alburni, dimora del dio Alburno, intorno al IV sec. a.C. i Lucani celebrano un valoroso guerriero le cui gesta devono essere ricordate nei secoli. Per questo motivo viene scolpito un rilievo a grandezza naturale su una roccia che domina  la valle del Fasanella e del Calore a 1125 di altitudine e guarda romanticamente l’orizzonte stagliarsi sul mare.

Questa è una plausibile spiegazione sulle origini della famoso Antece, il Guerriero scolpito nella roccia sarebbe un monumento funerario a un eroe che viene così consegnato alla storia.

Secondo altri studiosi rappresenterebbe  una divinità pagana venerata dai Lucani che, dopo aver sconfitto i greci, si erano insediati lungo la costa tirrenica e scelsero questo luogo come casa per l’Antece, la divinità dell’Alburno.  Quindi un  luogo di culto di notevole importanza per gli antichi lucani, il dio veniva venerato e temuto, a lui venivano tributati omaggi e sacrificati animali.

antece-trekking

Funzione difensiva del sito

A sostegno dell’ipotesi di cui sopra, poco distante è osservabile una vasca, scavata nella pietra, di difficile datazione e che potrebbe essere un’altare sacrificale. Tutto intorno, un sistema di mura poligonali ricostruisce idealmente il tipo di fortificazione che veniva utilizzata a protezione dell’insediamento da eventuali invasori.

antece-escursione

Ricordiamo che la visuale da Costa Palomba è davvero ottimale, specie nelle giornate di cielo terso. Sul luogo sono stati rinvenuti materiali ben più antichi: oggetti litici, punte di freccia risalenti a 40.000 anni fa , del periodo dell’uomo di Neanderthal.

La scultura ai nostri tempi

Sulla lastra calcarea di quasi due metri di altezza è scolpita la sagoma del Guerriero di approssimativamente 150 cm, mentre indossa una tunica e compie un gesto “plateale” con le braccia spalancate: la mano destra brandisce una lancia, dalla cintola che stringe la veste in vita sembra pendere una corta spada o un fodero, poggiato ai suoi piedi vi è uno scudo rotondo. Purtroppo il capo e le gambe sono stati danneggiati.  Per il suo valore artistico, ma soprattutto per la sua storia mista a leggenda, l’Unesco ha inserito l’Antece  nella lista del Patrimonio dell’Umanità. L’origine del nome Antece deriverebbe dal dialetto cilentano, e significherebbe “antico” proprio per la sua notevole età. Per i pastori del luogo è anche detto U’ Moccio. 

Come arrivare all’Antece

Il sito è all’interno del comune di S. Angelo a Fasanella nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Dalla Salerno-Reggio Calabria uscita Petina. Raggiungere l’abitato di Petina (5 Km dallo svincolo) e da via Franco Manzi (vi è la stazione Ip) prendere la strada via Dei Monti Alburni e seguirla per quasi 10 km fino al Casone Aresta, l’osservatorio astronomico.

antece-alburni

Da qui trascorsi altri 3,1 km  sulla sinistra c’è la deviazione indicata dalla segnaletica in legno. Si può parcheggiare l’automobile e intraprendere il sentiero attraverso una vegetazione prima di peri e meli selvatici, e  poi di faggi, in circa 25-30 minuti si raggiunge Costa Palomba per  ammirare la scultura del Guerriero Antece oltre il notevole panorama che spazia sul golfo di Salerno.

Cerca B&B e agriturismi nei dintorni

Cosa vedere nei dintorni

I boschi dei Monti Alburni sono un luogo ideale per gli amanti delle passeggiate e del trekking, per chi vuole godere del silenzio, per fare osservazioni naturalistiche e birdwatching, per gli amanti della fotografia ed escursioni in mtb.

Consigliamo inoltre una visita al borgo antico di Petina, Sicignano degli Alburni , Sant’Angelo a Fasanella, con particolare riferimento ai Ruderi, il ponte sulla sorgente Auso e la grotta santuario di San Michele Arcangelo, nonché Auletta e Pertosa dove si trovano le più famose Grotte dell’Angelo.

Guida del Cilento

cosa-vedere-nel-cilento

Francesco Cosentini

Laureato in Scienze Geografiche per la Salute e l’Ambiente, ho coltivato sin da ragazzino la passione per l’escursionismo, il trekking e altre attività outdoor. In particolare nel Parco dei monti Picentini e nel Cilento, ai quali sono particolarmente affezionato. La passione per il cicloturismo mi ha portato a fare un viaggio in Tanzania, la cui avventura è raccontata nel libro: “Pole Pole – Pedalando in Tanzania e Malawi”.

Altre storie e luoghi d'Italia

I nostri consigli di viaggio